Fischi e aula semivuota hanno accolto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il suo intervento, durato circa quaranta minuti, è stato segnato da proteste e da interruzioni, tra cui quella di Tal Kuperstein, padre di un ostaggio a Gaza, poi allontanato dalla sicurezza.
Nel suo discorso, Netanyahu — che indossava una giacca con una spilla raffigurante un QR code che rimanda a un “sito sulle atrocità del 7 ottobre” — ha respinto con fermezza le accuse di genocidio rivolte a Israele: “Sono completamente infondate. Nessun Paese che commette un genocidio implorerebbe i civili di mettersi al riparo”, ha dichiarato, accusando Hamas di trattenere la popolazione nella Striscia e di utilizzare gli abitanti come scudi umani. Secondo il premier, l’85% degli aiuti umanitari destinati a Gaza sarebbe stato sottratto da Hamas e rivenduto a prezzi esorbitanti.
Netanyahu ha inoltre sottolineato i risultati militari raggiunti negli ultimi mesi: “Israele ha colpito gli Houthi, ridotto la capacità operativa di Hamas e paralizzato Hezbollah”, mostrando una mappa con i riferimenti all’Iran, definito “epicentro del terrore” e accusato di proseguire il proprio programma nucleare. Da qui la richiesta alle Nazioni Unite di reintrodurre le sanzioni contro Teheran.
Sul fronte politico, il premier ha ribadito la contrarietà alla creazione di uno Stato palestinese: “Sarebbe come dare ad al Qaida un Paese a un chilometro da New York dopo l’11 settembre. Non lo accetteremo mai”. Ha poi definito l’Autorità nazionale palestinese “corrotta” e il riconoscimento della Palestina “una vergogna che incoraggia il terrorismo”.
In chiusura, Netanyahu si è rivolto agli ostaggi a Gaza attraverso un messaggio diffuso anche via altoparlanti: “Non vi lasceremo soli e non avremo pace finché non tornerete a casa”.
Il discorso è arrivato mentre in Europa e negli Stati Uniti crescono le pressioni su Israele per l’apertura di corridoi umanitari. In Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rinnovato l’appello alla flottiglia umanitaria, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha avvertito: “Non possiamo garantire sicurezza in acque israeliane”.



