Alla Rhinoceros Gallery, lo spazio romano dedicato all’arte contemporanea fondato e diretto da Alessia Caruso Fendi, si è inaugurato il 19 settembre “Atto 1/3: Sotto la Luce”, prima tappa di una trilogia di mostre nate dalla collaborazione con la galleria francese Bigaignon, realtà parigina da anni impegnata nella promozione di artisti che indagano luce, spazio e tempo attraverso pratiche che vanno dal minimalismo alla fotografia concettuale. La mostra resterà aperta fino al 18 novembre 2025.
Come suggerisce il titolo, il tema centrale di questo primo capitolo è la luce, fondamento dell’esperienza artistica e nucleo di ogni creazione. Diciotto opere tra fotografie, dipinti, sculture e installazioni, realizzate da 14 artisti della galleria parigina, esplorano la natura multiforme e insieme sfuggente di questo elemento.

Tra i nomi in mostra spiccano figure di riferimento come Renato D’Agostin, che presenta un ciclo di 15 stampe in gelatina d’argento dedicate alle metamorfosi luminose del paesaggio urbano; Thomas Paquet, con un’installazione monumentale in dialogo con i lavori esposti alla PM23, fondazione di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti; e Chris McCaw, celebre per i suoi interventi realizzati con la luce solare, che propone un trittico inedito.
Un intreccio di visioni si crea tra le opere di Máté Dobokay e James Howell, quest’ultimo oggetto nello stesso periodo di una retrospettiva al Parrish Museum di New York. Altri artisti scelgono approcci più intimi e sottili: il ritratto evanescente di Rossella Bellusci, i lavori minimalisti di Anne-Camille Allueva e Anne Blanchet, le sculture di Mireille Fulpius. Le fotografie di Yannig Hedel dialogano con quelle di Elyn Zimmerman, tra le protagoniste del movimento Light & Space nato negli anni Settanta in California.
Chiude idealmente il percorso una delle immagini più iconiche della fotografia contemporanea, The Priest di Ralph Gibson, che funge da epilogo potente e meditativo di questo primo atto.

Parallelamente, fino a marzo 2026, Bigaignon curerà anche uno spazio permanente al primo piano del palazzo Rhinoceros con un’installazione immersiva di Olivier Ratsi, pensata come sintesi dei tre appuntamenti espositivi della trilogia. Luce, tempo e spazio: tre elementi cardine che guideranno l’intero progetto.
“Sotto il segno della luce – spiega Alessia Caruso Fendi –inauguriamo la collaborazione con Bigaignon, portando a rhinoceros artisti che di questo tema esplorano l’essenza con mezzi di espressione diversi. Le loro opere costruite sulla luce rendono sfumate le delimitazioni tra i linguaggi artistici. Le accomuna una ricerca incessante tra immaginazione e realtà, tra finito e infinito che diventano elementi complementari, frammenti che compongono un equilibrio in cui tutto è coerente”.
Con questo progetto, la capitale accoglie un’indagine corale sulla luce intesa non solo come fenomeno naturale, ma come materia poetica e concettuale, capace di generare nuove forme di percezione e pensiero visivo.
