La Global Sumud Flotilla, partita per portare aiuti umanitari a Gaza, ha acceso un fronte di mobilitazione anche in Italia. Alla Camera, nel corso della conferenza stampa convocata per fare il punto sulla situazione, sindacati e rappresentanti delle organizzazioni presenti hanno scandito una linea comune: se la Flotilla verrà bloccata o sequestrata, la risposta sarà lo sciopero generale e la mobilitazione popolare. Maurizio Landini e la CGIL erano stati duramente contestati per non aver partecipato allo sciopero dello scorso 22 settembre a Roma, ma stavolta ci saranno.
Gaza sciopero generale per Flotilla, l’annuncio di Landini e dei sindacati
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha annunciato che il sindacato è pronto a proclamare uno sciopero immediato: “Siamo pronti, nel rispetto della legge, a dichiararlo in modo tempestivo. Un atto di forza contro imbarcazioni non violente sarebbe non solo un attentato alla salute e alla sicurezza di chi è a bordo, ma anche una violazione della Costituzione e delle convenzioni internazionali. Non è irresponsabile la Flotilla, irresponsabile è un governo che tace e aumenta le spese militari quando servono risorse per lavoro, sanità e lotta alla povertà”.
A margine, Landini ha ribadito che la Flotilla ha già avuto il merito di rimettere al centro il tema dei corridoi umanitari: “Gli aiuti oggi non entrano a Gaza: oltre tremila container sono fermi, non c’è alcun corridoio aperto. Se la discussione si è riaperta, è grazie a cittadini comuni che hanno deciso di non restare a guardare e che stanno facendo quello che avrebbero dovuto fare i governi. Il diritto internazionale oggi lo stanno rispettando loro, non chi minaccia di affondare le navi”.
Dalla Usb, Guido Lutrario ha rilanciato l’idea di uno sciopero come strumento per bloccare i commerci con Israele: “Sciopero sì, ma anche blocco delle attività. I portuali – e non solo loro – sono determinati a impedire il commercio di armi e di merci con uno Stato genocida. È già successo a Livorno, Trieste, Genova. Deve succedere ovunque. Se vogliamo fare quello che il governo non fa, dobbiamo costruire un embargo popolare nei confronti di Israele”.
Il sindacalista della Cub, Antonio Amoroso, ha annunciato un nuovo sciopero dopo quello già indetto nei mesi scorsi: “Il primo è stato molto partecipato, indetto da un numero minore di organizzazioni, ma ha rotto il silenzio. Ora rilanciamo con uno sciopero unitario, legittimo, immediato per mobilitare lavoratori, studenti, pensionati, associazioni e società civile. Il 4 ottobre saremo in piazza con le comunità palestinesi in Italia: sarà un altro momento per rompere il silenzio e chiedere il riconoscimento dello Stato palestinese”.
Il segretario dei Cobas, Vincenzo Milucci, ha richiamato la tradizione delle lotte pacifiste: “Continueremo a scioperare, proclamando in tempo reale, perché la tragedia della guerra è l’immanenza più grande. Nel 1991, quando si scioperò contro la guerra del Golfo, Gino Giugni stabilì che non erano sanzionabili i lavoratori che protestavano per la pace. Oggi dev’essere lo stesso. Il genocidio in Palestina fa parte di quella ‘guerra a pezzi’ di cui parlava Papa Francesco. Per questo lo sciopero diventerà generale, come nel 2003 contro la guerra in Iraq”.
Reazione del Governo, l’alt di Salvini
”Non permetteremo che Cgil ed estremisti di sinistra portino in Italia il caos. Non tollereremo nessuno ”sciopero generale improvviso”’, è questa la reazione lapidaria affidata da Matteo Salvini ad un post sul suo account X. Sale dunque la tensione per quelle che si preannunciano ore caldissime per Gaza e la Flotilla.



