L’ambasciata israeliana denuncia le parole di Parolin: “Mina gli sforzi per porre fine alla guerra”

martedì, 7 Ottobre 2025
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L’ambasciata israeliana presso il Vaticano ha diffuso una nota su social X nella quale ha lasciato intendere l’esistenza di una forte tensione nei rapporti tra Israele e la Santa Sede.

A sollevare la polemica sono state le recenti dichiarazioni del Cardinale Parolin, intervistato dall’Osservatore Romano.
“La recente intervista al Cardinale Parolin – denuncia la nota – sebbene sicuramente ben intenzionata, rischia di minare gli sforzi per porre fine alla guerra a Gaza e contrastare il crescente antisemitismo”. Si tratta di un’ostilità che, negli ultimi due anni, é divenuta sempre più ricorrente.
Per l’ambasciata israeliana, l’intervista rilasciata dal Segretario di Stato Vaticano si sarebbe focalizzata “sulla critica a Israele, trascurando il continuo rifiuto di Hamas di rilasciare gli ostaggi o di porre fine alla violenza”.
La nota prosegue: “Ciò che più preoccupa è l’uso problematico dell’equivalenza morale laddove non è pertinente. Ad esempio, l’applicazione del termine “massacro” sia all’attacco genocida di Hamas del 7 ottobre sia al legittimo diritto di Israele all’autodifesa. Non esiste equivalenza morale tra uno Stato democratico che protegge i propri cittadini e un’organizzazione terroristica intenzionata a ucciderli. Ci auguriamo che le dichiarazioni future riflettano questa importante distinzione”.
Il Segretario di Stato del Papa aveva dichiarato che “qualunque piano che coinvolga il popolo palestinese nelle decisioni sul proprio futuro e permetta di finire questa strage, liberando gli ostaggi e fermando l’uccisione quotidiana di centinaia di persone, è da accogliere e sostenere”.
Le parole del cardinale Parolin, in riferimento alla strage avvenuta il 7 ottobre 2023, hanno sottolineato che l’attacco condotto dal gruppo islamista “contro migliaia di israeliani e di migranti residenti, molti dei quali civili, che stavano per celebrare il giorno della Simchat Torah, a conclusione della settimana della festa di Sukkot, è stato disumano ed è ingiustificabile. La brutale violenza perpetrata nei confronti di bambini, donne, giovani, anziani, non può avere alcuna giustificazione. È stato un massacro indegno e – ripeto – disumano. É diritto di chi è attaccato difendersi, ma anche la legittima difesa deve rispettare il parametro della proporzionalità. Purtroppo, la guerra che ne è scaturita ha avuto conseguenze disastrose e disumane. Mi colpisce – ha continuato il cardinale – e mi affligge il conteggio quotidiano dei morti in Palestina, decine, anzi a volte centinaia al giorno, tantissimi bambini la cui unica colpa sembra essere quella di essere nati lì: rischiamo di assuefarci a questa carneficina! È inaccettabile e ingiustificabile ridurre le persone umane a mere vittime collaterali”.

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