La notizia che tutti attendevano e che cambia l’asset geopolitico internazionale è arrivata all’una di notte dalla Casa Bianca che spoilera per prima l’accordo storico di pace su Gaza tra Hamas e Israele. Pace fatta, Trump sentenzia: “Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi sottoscritto la prima fase del nostro Piano, tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte, duratura e perenne. Tutte le parti saranno trattate equamente!”. Nel post dai toni vittoriosi e epici che Donald Trump ha diffuso nella notte, il Tycoon ci tiene a sottolineare che si tratta di un giorno storico da ricordare soprattutto per il mondo arabo e musulmano, Israele e tutte le nazioni circostanti che insieme agli gli Stati Uniti d’America ringraziano i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. E dopo la data simbolo del 7 ottobre che era dedicata alle stragi e all’inizio di un’ostilità perpetrata da anni sulla Striscia, gli abitanti sono scesi in strada oggi 9 ottobre per festeggiare la fine della guerra. Immagini che hanno invaso subito i circuiti internazionali con vere e proprie folle in strada di civili che inneggiano alla pace e ad una voglia di ricostruire in un dopoguerra ormai imminente. Molto seguiti in queste ore anche i forum dei familiari degli ostaggi israeliani che hanno invitato il presidente americano Donald Trump a venire a tenere un discorso a Tel Aviv nella piazza ribattezzata: Piazza degli ostaggi. Nodo importante in questa prima fase delle ostilità il ruolo giocato dall’Iran, che a detta di Trump sarà parte integrante. Quindi oltre Gaza una pace che metterebbe fine alle ostilità, secondo le previsioni ottimistiche della Casa Bianca, in tutto il Medioriente. Ma restano alcuni nodi al pettine: uno tra tutti dopo i primi giorni con il ritiro parziale israeliano da Gaza e lo scambio di ostaggi con i prigionieri palestinesi, quello riguardante il disarmo di Hamas e la questione della governance a Gaza che dovranno essere negoziati in seguito. Puntuale arriva anche la posizione italiana e il commento del ministro degli esteri Antonio Tajani che si dice pronto a collaborare con gli Usa sul fronte umanitario, se necessario, l’Italia manderà un contingente militare di pace pronto alla ricostruzione del martoriato stato palestinese. Messa in scena o happy ending degno di un classico plot a stelle e strisce? Staremo a vedere. Intanto un primo passo verso la pace è stato accolto anche dal Vaticano. Ad esprimersi in queste ore anche il Patriarca di Gerusalemme Cardinale Pizzaballa che applaude il cessate il fuoco come: “primo passo e premessa necessaria per cominciare un percorso nuovo e diverso”.
Pace a Gaza tra cessate il fuoco e ricostruzione. Hamas ringrazia Trump e mediatori
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