Dopo oltre due anni di guerra a Gaza, il piano di pace siglato tra Israele e Hamas accende speranze e polemiche. Mentre a Tel Aviv si festeggia per il ritorno degli ostaggi, da Roma arrivano commenti di soddisfazione ma anche moniti alla prudenza. Tutte le interviste a politici e istituzioni raccolte da Lo Speciale
Pace a Gaza, le parole di Peled e Di Segni: “Un giorno storico, ma la pace passa da un futuro senza Hamas”
“Oggi è un giorno storico. Gli ostaggi stanno per tornare a casa e con il loro rilascio entriamo in un mondo migliore”. Così l’ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled, lasciando Montecitorio, dove ha parlato di “un futuro di pace senza Hamas e senza terrorismo”.
“Sono ottimista – ha detto – ma resta ancora molto lavoro da fare per arrivare alla sicurezza e alla pace in Medio Oriente e per assicurare anche il futuro dell’Occidente. L’Italia e l’Europa sono minacciate dal terrorismo e da Hamas: dobbiamo garantire un futuro senza di loro”.
Accanto a Peled, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha definito la giornata di oggi “di ossigeno e speranza”.
“Forse gioia è una parola troppo grande – ha spiegato – ma oggi si intravede la possibilità di nuovi scenari. Mi auguro che chi ha inneggiato all’odio e alla morte degli ebrei prenda spunto per inneggiare alla vita, alla pace e alla convivenza. Serve cambiare registro e tono, anche nelle piazze italiane”.
Da Salvini a Conte, tutte le interviste ai politici
Da Rimini, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha espresso entusiasmo: “È una giornata bellissima, straordinaria, emozionante. Dopo tante promesse e troppi morti si vede la luce in fondo al tunnel. C’è un’ipotesi di pace concreta, il cessate il fuoco, la restituzione degli ostaggi, la ricostruzione di Gaza e l’allontanamento dei terroristi di Hamas. Bisogna dire grazie a Trump e non ai barricadero italiani: senza di lui oggi parleremmo ancora di sangue e vittime”.
Salvini ha annunciato che la Lega presenterà in Parlamento “documenti per sostenere il riconoscimento del Premio Nobel per la Pace a Donald Trump”. E ha ringraziato anche “i Paesi arabi protagonisti, come Egitto, Turchia e Qatar, che vanno riconosciuti per il loro ruolo”, invitando tutti a “credere in questa svolta”.
Di segno opposto la reazione di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che in piazza Montecitorio ha parlato di “una svolta positiva” ma ha accusato il governo Meloni di “intestarsi un processo di pace dopo due anni di silenzio complice”.
“Questo governo deve intestarsi il silenzio per un genocidio durato due anni – ha detto Conte –. Il merito della pace è anche di Trump, ma è un merito tardivo, dopo anni di copertura politica e militare a Israele. Chi ha davvero spinto verso questa tregua sono i milioni di cittadini che in tutto il mondo hanno manifestato per dire basta a questa tragedia”.
Conte ha definito la pace “solo l’inizio di un processo lungo e complesso”: “Bisogna garantire l’autodeterminazione dei palestinesi e un board di personalità con statura morale, magari premi Nobel, che vigili affinché questa pace sia davvero a beneficio del popolo palestinese”.
Il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha parlato di “una giornata che, se non è ancora pace, ci si avvicina molto”.
“Siamo soddisfatti – ha dichiarato ai microfoni de Lo Speciale – e lavoriamo tutti in questa direzione. Giorgia Meloni è complice della pace perché ha lavorato con la diplomazia, mentre altri agitavano bandiere e organizzavano manifestazioni violente”.
Donzelli ha ricordato che “il piano di pace approvato da Israele e Hamas non è stato votato in Parlamento da Pd e 5 Stelle”. E ha aggiunto con ironia: “Se qualcuno vuole protestare contro la pace, può farlo. Ognuno si prende la responsabilità di scendere in piazza per dire ‘basta con la pace’”.
Il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli ha invitato alla prudenza: “Più che un accordo di pace, parlerei di una tregua. Benvenuta, perché far smettere di bombardare Gaza è già un fatto positivo. Ma il futuro di Gaza non può prescindere dai palestinesi: non deve esserci nessun progetto che li metta da parte o li riduca a manodopera per costruire resort”.
Prudenza anche nelle parole del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Forza Italia): “Ci auguriamo che vada tutto bene, ma la storia ci impone cautela. Da millenni quelle terre vivono una tragedia che si ripete. Oggi il popolo palestinese ha subito una reazione sproporzionata, ma speriamo che la festa sia anche a Gaza, dove c’è stata tanta sofferenza”.
Gasparri ha ricordato che “la pace sarà possibile solo con due popoli e due democrazie”. “Israele è una democrazia – ha detto –. I palestinesi devono diventarlo, liberandosi da Hamas. Solo così potranno avere uno Stato libero e democratico”.
Il caso della partita Italia-Israele
Infine, l’ambasciatore Peled ha auspicato che la prossima partita Italia-Israele si svolga “nello spirito dello sport”. “La presidente Meloni ha detto che sarà una partita importante – ha commentato –. Spero che resti tale. Non è vero che la sicurezza sarà garantita dal Mossad: sarà solo una festa di sport”.
La presidente Di Segni ha invece ringraziato i ministri Piantedosi e Abodi per aver permesso con forza che la partita si giocasse: “Speriamo sia una festa di sport e di calcio, che vinca la lo sport e che possiamo dare tutti insieme un calcio all’antisemitismo”.
