Per la prima volta in quasi trent’anni é stato superato dalle banche centrali un limite simbolico: le loro riserve complessive in oro hanno superato le loro riserve in titoli del Tesoro statunitense. Il crossover rende evidente una graduale diversificazione dai titoli denominati in dollari verso gli asset durevoli. L’esperto di finanza Bruno Venditti di “Visual Capitalist” ha realizzato un grafico dal titolo “Foreign Central Banks Reserves”, nel quale viene mostrata l’evoluzione di questo fenomeno finanziario dagli anni ’70 ad oggi. Esaminando il grafico si può notare una tendenza molto interessante, che la dice lunga sui tempi che stiamo attraversando. Dal 2022 le riserve auree delle banche centrali sono salite, mentre le riserve in titoli denominati in dollari sono scese, gradualmente. Fino a che per la prima volta dopo decenni il 30 giugno 2025 le riserve in oro delle banche centrali hanno raggiunto il 24% e quelle il titoli del Tesoro Usa sono scese al 23%. Perché é importante avere più oro che titoli del Tesoro? Per rispondere a questa domanda sono necessarie alcune considerazioni di carattere politico internazionale. Il primo fattore da considerare nello scenario attuale é la guerra dei dazi, iniziata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il cui esito é del tutto imprevedibile. Una guerra commerciale quella promossa da Trump, che ha portato la grande economia statunitense a scontrarsi con i colossi asiatici, Cina e India. Lo scontro é così gigantesco, che può facilmente condurre ad un’interruzione e/o modifica delle catene di distribuzione mondiali. E poi la conflittualità sempre più accesa tra Usa e Unione Europea contro la Federazione Russa da una parte e tra Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud contro Cina, Iran e Corea del Nord dall’altra parte, fa sentire “puzza” di terza guerra mondiale. Questi due fattori geopolitici in corso provocano incertezza e allarme. E’ perciò evidente che i gestori delle riserve delle banche centrali diano priorità alla durabilità, alla portabilità ed alla neutralità rispetto al rendimento. E così nelle riserve delle banche centrali la quota di oro – considerato una valida alternativa alle valute fiat fortemente indebitate – é aumentata in modo considerevole. I paesi che hanno lanciato la più massiccia corsa all’acquisto di oro sono Cina, Russia e Turchia, seguiti dall’India. Di conseguenza la quotazione dell’oro sta salendo vertiginosamente, mentre l’indice del dollaro Usa é sceso del 10,1% nel 2025.
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