Venti di guerra sempre più forti, duro avvertimento di Londra a Putin

mercoledì, 15 Ottobre 2025
1 minuto di lettura

Tra Russia e Nato spirano venti di guerra sempre più forti. Se in Medio Oriente si intravede uno spiraglio di pace, alla frontiera Est dell’Europa continua invece a essere notte fonda. L’ultimo segnale minaccioso è partito in queste ultime ore da Londra. Il governo di Keir Starmer ha lanciato un duro avvertimento al capo del Cremlino Vladimir Putin. La Gran Bretagna intima alla Russia dall’astenersi da qualsiasi forma di violazione del suo territorio. Vale la pena ricordare che Londra è una potenza nucleare, l’unica in Europa, insieme a Parigi.

A parlare è il ministro della Difesa John Healey . «Le incursioni di Vladimir Putin all’interno del territorio alleato – ha detto – sono avventate e pericolose: deliberate o no, Putin ci guarda e non deve avere dubbi, se minacciarti agiremo». Parole che non lasciano adito a dubbi.  Healey ha poi annunciato che il Regno Unito estenderà la sua partecipazione alla missione di sorveglianza aerea Eastern Sentry della Nato sino alla fine dell’anno, al fine di continuare a dissuadere il presidente russo dal mettere ulteriormente alla prova l’Alleanza.

La dura presa di posizione del governo britannico arriva dopo settimane di provocazioni (lancio di droni e sconfinamenti aerei ) da parte  delle forze russe nei confronti dei Paesi europei della Nato. Quello di  Londra, ha tutta l’aria di un avviso “preventivo”  a Mosca.

A rendere in questo periodo particolarmente “nervosa” Mosca è anche l’ombra della eventuale fornitura da parte di Washington a Kiev dei missili da crociera Tomahawk, che con il loro raggio d’azione di 2.500 chilometri sono capaci di colpire la capitale, San Pietroburgo e un alto numero di obiettivi strategici. Trump, che ha evocato la possibilità di inviare i vettori all’Ucraina per fare pressioni sullo “zar” e spingerlo così alla pace, discuterà di questo spinoso argomento  in un incontro con Volodymyr Zelensky in programma venerdì a Washington. Secondo il “Financial Times”,gli Stati Uniti non sarebbero comunque in grado di consegnare più di 20-50 di questi missili. «Ciò che non muterebbe in modo decisivo le dinamiche della guerra», commenta il quotidiano. In ogni caso, si tratta di un forte segnale di sostegno degli Usa all’Ucraina che mette in alalrme  il Cremlino.

Che non ci siano molte speranze di pace per l’Ucraina è cosa confermata anche dal Vaticano. Le parole del segretario di Stato, Pietro Parolin, sono all’insegna del pessimismo.  «C’è ancora tanto da fare. A mio modesto avviso non si stanno aprendo prospettive propositive». La Santa Sede ha sensori finissimi sull’evoluzione del quadro internazionale. E i suoi giudizi sono sempre fondatissimi.

Con quest’ultimo avvertimento del governo inglese a Mosca siamo certo, ancora, all’escalation delle parole. Ma le parole, si sa, sono pietre. E possono diventare anche missili.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.