Agricoltura, manovra e transizione: Lollobrigida, Fitto e Descalzi al Forum Coldiretti | Video

mercoledì, 15 Ottobre 2025
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Si è parlato di agricoltura, bilancio europeo e transizione energetica nel corso del Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Coldiretti, in corso a Roma. Dal palco e dai collegamenti video, tre voci chiave del governo e dell’industria – il ministro Francesco Lollobrigida, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e l’ad di Eni Claudio Descalzi – hanno delineato un quadro comune: quello di un’Italia che intende consolidare la propria filiera agroalimentare e industriale, con un occhio alla sostenibilità e alla competitività globale.

Manovra Lollobrigida rassicura: “Proroga Irpef agricola e più risorse per il settore cerealicolo”

Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha annunciato la proroga dell’esenzione Irpef agricola nella prossima legge di bilancio. “È una misura che dà respiro alle nostre imprese e consente loro di rafforzarsi”, ha dichiarato a margine del Forum.

“Possiamo raccontare con orgoglio ciò che abbiamo fatto – ha aggiunto –. Sono fondi italiani che rafforzano la qualità dei nostri prodotti e la solidità del sistema agroalimentare nazionale”.

Lollobrigida ha poi richiamato gli interventi a sostegno del settore cerealicolo, “messo in difficoltà dalla mancanza di regole chiare”: “Abbiamo stanziato 32 milioni di euro lo scorso anno, altri 20 vengono aggiunti ora e 40 arriveranno il prossimo anno, per rafforzare il sistema e favorire contrattazioni più lunghe tra industria e agricoltura, in grado di assorbire le fluttuazioni dei prezzi nel tempo”.

Il ministro ha infine rimarcato la crescita dell’ortofrutta italiana sui mercati internazionali: “Le nostre imprese sono sempre più protagoniste nelle fiere di Parigi, Colonia e Madrid. Gli imprenditori italiani partecipano perché lì c’è mercato e si può creare valore aggiunto, che va redistribuito equamente lungo la filiera. Più valore aggiunto significa pagare il giusto ai produttori primari”.

Fitto: “Confermati quasi 300 miliardi per la Pac, serve un bilancio Ue più flessibile”

In videocollegamento da Bruxelles, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha confermato che “la proposta della Commissione sulla Politica agricola comune (Pac) rappresenta un punto di partenza importante”, precisando che “il lavoro proseguirà ora con Parlamento e Consiglio Ue”.

Fitto ha sottolineato che la proposta “parte dalla salvaguardia del primo pilastro dell’agricoltura, con risorse confermate per quasi 300 miliardi di euro, una cifra sostanzialmente analoga a quella prevista nell’attuale bilancio europeo”.

“Occorre un approccio integrato – ha aggiunto – per contrastare lo spopolamento delle aree rurali e garantire coesione territoriale. È necessaria una riflessione più ampia sulla dimensione complessiva del bilancio europeo, che deve essere più flessibile e semplificato per rispondere ai cambiamenti del contesto globale”.

Descalzi: “Transizione opportunità se crea business. L’energia verde è necessaria”

Dal lato industriale, l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha portato al Forum la prospettiva del mondo energetico, parlando di tempi e obiettivi realistici per la transizione.

“Sono tempi industriali – ha detto –. Una volta avviato il processo, dopo la legge delega, bisogna fare le sottifattibilità e poi realizzarli. In Europa questi sono i tempi, non si può pensare di fare tutto in due o tre anni. Gli Small Modular Reactors (SMR) sono più piccoli e con tempi leggermente inferiori rispetto alle centrali tradizionali, e possono garantire una distribuzione di energia più efficace”.

Descalzi ha ricordato che Eni è già impegnata “negli Stati Uniti sulla fusione nucleare, che insieme alla fissione modulare rappresenta il futuro dell’energia”, e ha ribadito la necessità di ridurre le dipendenze esterne, “prima dalla Russia e oggi dalla Cina, che ha in mano praticamente tutto”.

Pur riconoscendo le difficoltà, l’ad di Eni ha respinto le visioni pessimistiche: “La transizione non è morta. Non mi piace dire le cose che dicono tutti. Ho criticato il Green Deal anni fa, ma non nella sostanza, solo nelle modalità. Non si può lavorare per slogan. Ora non possiamo dire che il Green Deal è finito: sono stati investiti miliardi, e rappresenta una diversificazione energetica reale”.

Per Descalzi, la chiave è la concretezza economica: “La transizione è una vera opportunità se riusciamo a creare business e attività industriali con ritorno economico. È ciò che stiamo facendo con Enilive, Plenitude e le energie rinnovabili, dal solare all’eolico. C’è bisogno di molta energia, e quella verde è assolutamente necessaria”.

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