FAO, Papa Leone XIV: “Basta guerre e sprechi, politica agisca”. Tajani rassicura su aiuti a Gaza, ma in strada proteste | Video

giovedì, 16 Ottobre 2025
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Nella giornata in cui la FAO celebra l’80° anniversario dalla sua fondazione, il messaggio che arriva da Roma è chiaro : il mondo non può più restare indifferente di fronte alla fame, agli sprechi e ai conflitti che devastano intere popolazioni.

Durante la Giornata mondiale dell’alimentazione, infatti Papa Leone XIV ha pronunciato parole dure, di denuncia e di speranza, davanti ai delegati riuniti nella sede dell’organizzazione. Un discorso che ha scosso le coscienze, richiamando i governi alla responsabilità morale e politica di combattere le disuguaglianze.

Parallelamente, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato nuove iniziative concrete nell’ambito del progetto “Food for Gaza”, mentre fuori dalla sede FAO si sono svolte manifestazioni di protesta contro la partecipazione di Israele all’evento.

“Paradossi oltraggiosi”: la denuncia di Papa Leone XIV alla FAO

“Oggi assistiamo a paradossi oltraggiosi. Come possiamo accettare che tonnellate di alimenti vengano sprecate, mentre folle di persone rovistano nella spazzatura in cerca di qualcosa da mangiare? Come giustificare un mondo dove pochi possiedono tutto e molti non hanno nulla?”, ha detto Papa Leone XIV nel suo intervento durante la cerimonia ufficiale.

Il Pontefice ha poi puntato il dito contro i conflitti che “distruggono i campi prima ancora delle città”, descrivendo “scene indegne della condizione umana”, dove i bambini muoiono di fame mentre gli adulti assistono impotenti.

“Contemplando l’attuale panorama mondiale, così desolante per le guerre che lo affliggono – ha proseguito – si ha l’impressione che siamo diventati testimoni passivi di una violenza lacerante, quando invece dovremmo essere artigiani di pace, pronti a curare le ferite dell’umanità con il balsamo della solidarietà”.

Poi l’appello più urgente: “Il mondo non può continuare ad assistere a spettacoli così macabri. È tempo di domandarci se le nuove generazioni meritino di ereditare un pianeta incapace di sradicare fame e miseria. Non basta proclamare valori, occorre viverli. Gli slogan non nutrono nessuno: bisogna garantire sicurezza alimentare, accesso alle risorse e sviluppo rurale sostenibile”.

Un messaggio che, come ha sottolineato lo stesso Pontefice, non è solo morale ma anche politico: un invito a superare “il pragmatismo dominante che mette il profitto davanti alla persona”.

Food for Gaza, Tajani: “Partono 100 tonnellate di aiuti. Italia pronta a fare di più”

A margine della cerimonia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto ai cronisti cabina di regia di ieri a Palazzo Chigi dedicata al progetto Food for Gaza, promossa dal governo italiano per sostenere la popolazione palestinese.

“La cabina di regia è andata molto bene. Abbiamo deciso di rafforzare la collaborazione già in corso tra i ministeri e di ampliare l’impegno – ha spiegato Tajani –. Nei prossimi giorni partirà un primo carico di 100 tonnellate di generi alimentari, probabilmente la più grande operazione di questo tipo mai realizzata finora”.

Il ministro ha aggiunto che nelle fasi successive “l’Italia interverrà anche con aiuti sanitari e iniziative per la ricostruzione”, mantenendo un dialogo costante con Giordania ed Egitto per garantire che gli aiuti arrivino a destinazione.

“L’Italia farà la sua parte e sarà protagonista anche nella ricostruzione – ha sottolineato –. Stiamo inoltre lavorando per accogliere nuovi bambini palestinesi e 150 studenti attraverso il corridoio universitario avviato con il ministro Bernini”.

Sul fronte della sicurezza, Tajani ha ribadito la disponibilità dell’Italia a un coinvolgimento diretto, “anche con l’invio di militari su mandato ONU o in base a decisioni internazionali, previo passaggio parlamentare”.

“Il nostro obiettivo – ha concluso – è aiutare la popolazione palestinese a costruire la pace dopo il cessate il fuoco. L’Italia sarà in prima linea”.

Proteste davanti alla FAO: “È un paradosso che Israele sia qui”

All’esterno della sede della FAO, la giornata è stata animata da manifestazioni di protesta organizzate dal Global Movement to Gaza. Circa cinquanta persone si sono riunite per contestare la partecipazione di Israele alle celebrazioni.

“Israele utilizza la fame come arma di guerra, è un paradosso che oggi sia qui a parlare di risorse idriche”, ha dichiarato Giorgina Levi, portavoce del movimento per il Lazio.

“La FAO nei suoi ultimi rapporti riconosce che il livello di carestia a Gaza è al massimo grado – ha aggiunto – ma oggi si tengono conferenze e serate di gala senza una parola su questi dati. È un silenzio che pesa”.

Levi ha poi rivolto un appello alle Nazioni Unite e al Santo Padre: “In una giornata in cui si celebra il diritto al cibo, è doveroso ricordare la fame che devasta Gaza. Non si può ignorare chi muore di stenti”.

Presente al presidio anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che ha lanciato un duro atto d’accusa:
“Israele sta usando la fame come arma di guerra a Gaza. Pensare che tutto possa tornare alla normalità è aberrante”, ha affermato.

“Oggi celebriamo il diritto al cibo, ma Israele continua a bloccare i valichi e a impedire l’arrivo degli aiuti umanitari, alimentando una carestia artificiale. È vergognoso fingere che sia tutto normale”.

Noury ha poi commentato anche la cabina di regia su Food for Gaza: “Si continua a ripetere un errore antico: considerare i palestinesi solo come destinatari di aiuti umanitari. Ma senza diritti e giustizia, nessuna pace potrà mai durare. Si può sfamare una popolazione, ma resterà sempre affamata di giustizia”.

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