Bomba sotto casa di Sigfrido Ranucci: tutte le ultime sulle indagini, dall’ordigno alle piste

venerdì, 17 Ottobre 2025
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Un ordigno rudimentale, contenente circa un chilo di esplosivo, è esploso nella serata di ieri sotto casa del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, a Pomezia, nella zona di Campo Ascolano, vicino all’aeroporto militare di Pratica di Mare. La deflagrazione ha distrutto la Opel Adam del giornalista e danneggiato la Ford Ka Plus della figlia, entrambe parcheggiate davanti al cancello dell’abitazione.

Secondo i primi rilievi, l’ordigno era composto da polvere pirica pressata e non sarebbe stato dotato di timer o telecomando: la bomba sarebbe stata lasciata accesa, con la miccia già avviata, tra due vasi esterni alla villetta. Un gesto che, se fosse stato compiuto pochi minuti prima del passaggio del giornalista, avrebbe potuto provocare una tragedia.

Bomba sotto casa di Ranucci, ultime notizie su indagini e le prime ipotesi  

Le indagini sono affidate al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Frascati, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che ha aperto un fascicolo per danneggiamento aggravato con metodo mafioso. Gli investigatori stanno esaminando la composizione dell’esplosivoe confrontandola con altri ordigni utilizzati recentemente dalla criminalità organizzata sul litorale romano, da Ostia ad Acilia, fino ad Aprilia. Al momento si sta seguendo anche la pista delle inchieste portate avanti da Report.

Gli artificieri dell’Arma hanno raccolto i resti dell’esplosivo per capire se la bomba sia stata assemblata da mani esperte e se possa esserci una firma criminale riconoscibile. L’ordigno, a giudicare dalla potenza della deflagrazione, avrebbe potuto causare gravi ferite a chiunque si fosse trovato nei pressi del cancello al momento dello scoppio.

Un testimone: “Visto un uomo incappucciato vicino alla casa”

Un passante avrebbe riferito agli inquirenti di aver notato un uomo incappucciato nei pressi dell’abitazione di Ranucci pochi minuti prima dell’esplosione. Gli investigatori stanno analizzando le immagini di una telecamera posta su un semaforo pedonale a circa 50 metri dalla villetta, l’unico impianto di videosorveglianza presente nella zona. Potrebbe aver immortalato il momento in cui l’ordigno è stato collocato vicino all’auto del giornalista.

L’ipotesi del pedinamento e i sopralluoghi preliminari

Gli inquirenti ritengono possibile che chi ha posizionato la bomba abbia seguito gli spostamenti di Ranucci, osservandone le abitudini per capire i momenti in cui la scorta personale non era presente. L’attentatore potrebbe aver compiuto sopralluoghi nei giorni precedenti per individuare il punto più favorevole in cui collocare l’ordigno.

La protezione del giornalista, infatti, si interrompe quando Ranucci entra nella sua abitazione, e in quel momento non risulta esserci vigilanza fissa all’esterno. Il conduttore di Report era rientrato a casa circa venti minuti prima dell’esplosione.

Le prossime mosse dell’inchiesta

Le forze dell’ordine stanno ora cercando di ricostruire i movimenti sospetti nella zona e di individuare eventuali testimoni che abbiano visto persone o veicoli anomali. Nelle vicinanze dell’abitazione è stata ritrovata un’auto rubata, possibile mezzo di fuga dell’attentatore.

Non hanno rilevato particolari criticità le verifiche degli artificieri invece sull’auto. Dopo aver messo in sicurezza tutta l’area, effettuata la bonifica tecnica del veicolo, i controlli sono stati portati avanti, con tutte le procedure previste, dagli artificieri del comando provinciale dei carabinieri Roma, con il supporto dei carabinieri di Pomezia.

Gli investigatori stanno inoltre confrontando i residui dell’ordigno con quelli recuperati in altri episodi simili verificatisi negli ultimi mesi tra Roma e il litorale, per capire se si tratti dello stesso gruppo criminale.

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