Abiti che narrano una femminilità in evoluzione, estremamente glamour, affascinante, audace e orgogliosamente imperfetta. Una costante ricerca di materiali preziosi, un impegno verso la sostenibilità e la preziosa manifattura italiana caratterizzano un approccio Limited Edition.
Alessandra Cappiello, talentuosa direttrice creativa del brand Morfosis, fin da piccola è stata immersa nella creatività e nella bellezza affiancando gli studi personali di disegno agli studi istituzionali. Dopo aver ottenuto la laurea in legge, la stilista ha superato l’esame da procuratore, ma ha dato una svolta in maniera decisa alla sua esistenza e a soli ventisette anni ha intrapreso un brillante percorso nel mondo della moda che l’ha portata a calcare le passerelle dell’alta moda romana, ma anche quelle di Riga, Londra e Parigi. Le affascinanti creazioni sono state indossate persino da Madonna e dai Måneskin.
Da diverse stagioni l’eclettica designer presenta con la formula di un’elegante e moderno trunk show le sue collezioni nella settecentesca e suggestiva Coffee House di Palazzo Colonna dove dal 17 al 19 ottobre 2025 è stata a disposizione delle habitué ed estimatrici della sua moda per la scelta dei capi della nuova collezione intitolata Im-Perfection (15).
Su Lo Speciale Giornale l’intervista esclusiva ad Alessandra Cappiello.
La sua è un’estetica chic, ma mai scontata, da cosa scaturisce questa scelta?
I miei abiti raccontano chi sei, nelle collezioni non si parla di trend, ma di presenza, essenza, di come potremmo vivere al meglio con attenzione, senso e bellezza. Ogni capo è creato per affermare la propria identità ed individualità, rifuggo dalle omologazioni, amo la verità e l’imperfezione che caratterizza ognuno di noi e ci distingue.
Non a caso nelle sue collezioni è molto attenta alla sostenibilità.
La salvaguardia del Pianeta è una responsabilità collettiva e noi designer abbiamo il compito di impegnarci per quanto possibile in questo senso. Le mie collezioni hanno capi che sono fatti per durare nel tempo. L’approccio è Limited Edition, prodotti che rispecchiano il tema della sostenibilità, realizzati in laboratori italiani artigianali, i capi sono pezzi unici.
Riguardo la ricerca dei tessuti?
Sono molto attenta a tutta la filiera, mi occupo personalmente della scelta dei tessuti rivolgendomi alle migliore aziende italiane ed estere, soprattutto in Inghilterra e Francia, partecipo alle più importanti fiere di settore. Nelle proposte autunno-inverno si va dai jacquard, ai satin, ai velluti stampati, dalle sete fil coupé e dévoré ai mohair.
Quali sono i cupi cult della prossima stagione?
Sicuramente tra i capispalla troviamo il cappotto e il bomber, ma anche i giacchini cropped, rigorosi doppiopetti e classiche giacche maschili. Le camicie donano un’allure chic naturale e si accompagnano a gonne fluide e fluttuanti pantaloni.
La palette cromatica come si sviluppa?
Vira dai toni del cioccolato, al verde, al burgundy, è impreziosita da nuance naturali interrotte dall’immancabile ed iconico bianco e nero.
Ritorna a presentare le sue proposte nella Coffee House di Palazzo Colonna, cosa l’affascina del luogo?
L’incessante desiderio di magnificenza e unicità, è una vera e propria experience di bellezza da condividere insieme a tutte le mie clienti.
Attualmente la moda attraversa un momento di difficoltà, cosa sarebbe necessario fare?
E’ opportuna una maggiore consapevolezza ed un’attenzione verso la sostenibilità, bisogna produrre di meno, ma meglio, è necessario realizzare capi che durino nel tempo per non andare ad incrementare la montagna di invenduto e di capi che si buttano come quelli del fast fashion. La consapevolezza avviene nella scelta dei produttori e prediligendo una filiera che segua pratiche certificate e sostenibili, ad esempio bisogna fare attenzione alle tinture dei capi che provocano inquinamento se non seguono dei criteri adeguati. Noi stilisti siamo tenuti a chiedere tutte queste informazioni a chi produce tessuti, dobbiamo essere attenti anche ad una sostenibilità dal lato umano e sociale, come la scelta di utilizzare manodopera non sfruttata o sottopagata, tutto ciò potrebbe aiutare l’ecosistema ed il Paese.
Di seguito l’intervista video:









