Dal cuore di Napoli, tra le onde di Marechiaro e le strade piene di contraddizioni, nasce la storia di un uomo che, pur attraversando la tempesta, non ha mai smarrito la sua rotta. Dopo trent’anni nel mondo finanziario, Ciro Irace sceglie la scrittura per dare voce a un romanzo che è insieme personale e universale, dove il dolore si trasforma in rinascita. Con il suo romanzo d’esordio, Mare Chiaro – Vivere con l’anima (Rogiosi Editore), che gli è valso il Premio Eccellenza Italiana a Washington DC, intreccia memoria e spiritualità, fede e resilienza, in un racconto che affonda le radici nella Napoli più autentica.
Una città che ferisce e consola, dove il mare diventa metafora di purezza e rinascita.
Ciro, da professionista del mondo finanziario a scrittore: cosa ti ha spinto a intraprendere questa nuova avventura letteraria con “Mare Chiaro – Vivere con l’anima”?
«Da oltre trent’anni lavoro con amore e passione nel mondo finanziario, dove ho sempre considerato il denaro come strumento per creare valore e valori, e non un fine personale o speculativo. Tre anni fa è nata mia figlia Vittoria, musa ispiratrice di una poesia che è poi diventata l’epilogo del mio romanzo. La sua nascita mi ha spinto a concludere questa fatica letteraria, iniziata molti anni fa e dedicata alla mia meravigliosa principessa».
Quanto c’è di autobiografico nel protagonista del romanzo?
«Sicuramente il nome! Il resto è un mix di autenticità, fantasia e un pizzico di follia».
Il mare di Marechiaro è una presenza costante nel libro: rappresenta più un luogo reale o un simbolo di purezza e rinascita?
«Entrambi: Marechiaro è il magico borgo di Posillipo, quartiere di Napoli, dove sono nato, cresciuto e dove sono incastonate le mie radici. “Mare Chiaro” è per me il simbolo universale di purezza d’animo e rinascita spirituale».
Nelle pagine emergono temi forti come il dolore, la fede e la speranza. Qual è, secondo te, la lezione più importante che il lettore può trarre dal tuo libro?
«Il mio libro è un invito, una carezza, un racconto che cerca di trasmettere emozioni e di dire che si può vivere con l’anima anche quando tutto intorno sembra gridare il contrario; che si può scegliere la luce senza negare l’ombra. È la lotta per la dignità di un ragazzo che cresce nel dolore ma non permette che l’elastico metaforico della sua anima si spezzi, imparando a resistere e a trasformare la sofferenza in resilienza e, con l’aiuto di Dio, in Vittoria».

Napoli è quasi un personaggio del romanzo. Come descriveresti il tuo rapporto con la città?
«Idilliaco. Amo Napoli così com’è, con le sue tante contraddizioni, con il suo mare che, come la vita, non è mai solo chiaro o scuro, ma è bello proprio perché cambia, si agita, si riflette. Amo Partenope, la meravigliosa sirena simbolo della città e dello stato d’animo della maggior parte dei napoletani».
In un momento storico in cui molti giovani si sentono smarriti, che messaggio vorresti trasmettere con la tua opera?
«Ascoltate la vostra anima, abbiate fede e speranza, difendete e lottate per i vostri sogni. Siate autentici, abbiate amor proprio ma aiutate sempre il prossimo. Scegliete ciò che è giusto, non solo ciò che conviene. Studiate, leggete, viaggiate, mangiate sano, fate sport e fate l’amore».
Com’è stato confrontarti con la scrittura e con il mondo editoriale per la prima volta?
«È stato meraviglioso. La scrittura è da sempre una mia grande passione. Circa due anni fa, alcuni fraterni amici che conoscevano la mia idea di pubblicare il libro mi hanno presentato il dottor Rosario Bianco, patron della Rogiosi Editore. C’è stato subito feeling: mi ha dato una grande opportunità, ha creduto in me e in questo progetto. La sua fiducia è stata un faro che ha illuminato ogni pagina e mi ha aiutato a realizzare questo grande sogno».
“Mare Chiaro – Vivere con l’anima” ha ottenuto, in pochi mesi, il Premio Eccellenza Italiana a Washington DC, un riconoscimento importante patrocinato dal Ministero degli Esteri. Che emozione hai provato nel riceverlo e cosa rappresenta per te questo successo internazionale?
«Un’emozione indescrivibile, anche perché inaspettata. Rappresenta una grande soddisfazione: quella di uno scugnizzo che, pur avendo incontrato dolore e sofferenza, ha avuto il coraggio di dire molti no e pochi sì, rinunciando all’odio e alla vendetta ed evitando dinamiche negative. Con la cultura, lo sport, i sacrifici, i valori trasmessi dai genitori e dagli insegnanti, le rinunce, le sane amicizie e l’aiuto di Dio — in sintesi, vivendo con l’anima — si può diventare un’eccellenza italiana».
Progetti per il futuro?
«Sì, godermi questo momento e, perché no, sognare un film o una serie televisiva sulla storia di Ciruzzo e della sua Marechiaro».
Presentazione “Mare Chiaro – Vivere con l’anima” allo stabilimento Hohana di Roseto degli Abruzzi
Vittorio Zenardi



