Parolin su incontro con Orban: “Cerchiamo di avvicinare punti di vista differenti” | Video

martedì, 28 Ottobre 2025
1 minuto di lettura

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, è tornato a parlare del suo recente incontro con il premier ungherese Viktor Orban e del ruolo della Santa Sede negli sforzi diplomatici e umanitari legati alla guerra in Ucraina. A margine di un convegno all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, nella sede di San Paolo, il porporato ha ribadito l’importanza del dialogo, della cooperazione tra Stati e dell’impegno concreto per alleviare le sofferenze delle vittime del conflitto.

Parolin parla dell’incontro con Orban e della pace

“Abbiamo avuto un bel incontro, nel senso che abbiamo avuto la possibilità di manifestare ognuno il proprio punto di vista, che cerchiamo di avvicinare sempre di più.”, così   il  cardinale Parolin ha commentato l’udienza avuta ieri con il premier ungherese Viktor Orban con il quale si è parlato delle differenti vedute di politica estera.

Il cardinale ha poi elogiato l’attività del Bambino Gesù, richiamando l’impegno umanitario come strumento di pace: “Credo che il Bambino Gesù stia facendo una grande opera umanitaria. Noi siamo soprattutto impegnati su questo versante, pensando che anche lo sforzo umanitario – sia nella cura di chi è colpito dalla guerra, sia nello scambio di prigionieri – possa essere una via propedeutica alla pace.”

Parolin ha ricordato che “la Santa Sede si sente profondamente impegnata in questo ambito, che è quello tradizionale su cui si è sempre mossa fin dal primo conflitto mondiale.” Sul conflitto in Ucraina, il Segretario di Stato ha accennato alla possibilità che “qualche negoziato sia in corso, magari non pubblico”, auspicando che “questi contatti possano portare a qualcosa.”

“Io credo che ci voglia il coinvolgimento dell’America, sicuramente”, ha aggiunto Parolin. “Speriamo che anche l’Europa, come ricordava ieri il primo ministro ungherese Orban, assuma un ruolo sempre di maggior protagonismo riguardo alla pace. Anche la Cina può avere un ruolo. Infatti il presidente Trump è in Estremo Oriente anche per toccare questo punto. Credo che ci voglia davvero un grande coinvolgimento di tutta la comunità internazionale, perché si possa arrivare a fare qualche passo verso la pace.”

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.