Archiviata l’accusa di violenza sessuale nei confronti del figlio della seconda carica dello Stato Ignazio La Russa. A quanto pare per Leonardo Apache La Russa la giustizia si è espressa e non sembrerebbe esserci stata violenza da parte sua e del suo amico Tommaso Gilardoni nei confronti della studentessa di 22 anni che nel maggio del 2023 aveva passato la notte nell’appartamento milanese del presidente del Senato e la mattina dopo in preda allo stordimento per aver assunto alcool e droghe accuso’ i ragazzi di violenza sessuale. Oggi a distanza dei due anni non c’è l’accusa di violenza per i due ma i giudici si esprimono nei confronti dei ragazzi con il rinvio a giudizio per revenge porn perché a quanto pare quella notte si sarebbero scambiati alcuni video. Si chiude così con l’archiviazione l’indagine su presunti abusi sessuali per i fatti del maggio 2023. I due giovani restano imputati però in udienza preliminare per revenge porn in merito a due episodi distinti di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite su quella notte, diffuse senza il consenso della ragazza. Sui presunti abusi, il pubblico ministero lo scorso aprile aveva chiesto l’archiviazione istanza a cui si era opposta la giovane. Ma vediamo cosa è successo secondo la ricostruzione degli inquirenti e dei dati ricevuti. Leonardo Apache la Russa avrebbe inviato all’amico Gilardoni, ospite presso il suo appartamento milanese, tramite WhatsApp, un video a contenuto sessualmente esplicito, destinato a rimanere privato, che ritraeva la ragazza, senza il suo consenso. A Gilardoni viene contestato un episodio dell’agosto successivo. Il 26enne avrebbe inoltrato quell’estate, sempre senza consenso della giovane e su WhatsApp, ad un amico, un altro video di quella notte e che ritraeva la ragazza nel bagno della casa dei La Russa. Nelle indagini, condotte dalla Squadra mobile della Polizia, era stata scandagliata, nei minimi dettagli, la notte del 19 maggio di due anni fa, cominciata in una discoteca della movida milanese e che si era conclusa la mattina dopo nell’abitazione della seconda carica dello Stato. La ragazza aveva assunto alcool, droga e psicofarmaci contro la depressione e si era risvegliata stordita nel letto di La Russa jr, convinta di aver subito violenze. Dopo perizie, indagini e atti processuali pare non ci sia però alcuna prova che i due si fossero resi conto che la ragazza con cui avevano rapporti sessuali avesse dato coscientemente il consenso, nonostante fosse in preda a cocaina, alcol e psicofarmaci, così come non c’è prova che non fosse in grado di darlo. Su queste basi il gup di Milano ha archiviato l’accusa di violenza sessuale a carico del figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa e dell’amico dj Gilardoni. “È un provvedimento ingiusto che è contro la mia dignità di donna, i fatti e le prove. Mi auguro che non finisca qui. Ora sono più forte, non mi arrendo. Ricorreremo alla giustizia europea»Sono le parole ferme e piene di rancore della ragazza che ora non vive più in Italia e che ha mantenuto l’anonimato.



