David Bowie, due documentari per raccontare le sue metamorfosi

Channel 4 e BBC dedicano due nuovi film al Duca Bianco: dall’ultimo album “Blackstar” alla rinascita creativa nella Berlino degli anni Settanta
martedì, 4 Novembre 2025
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Due nuovi documentari si preparano a raccontare, da prospettive diverse, la vita e la genialità di David Bowie, uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi. Dopo aver venduto oltre 100 milioni di dischi nel mondo l’artista britannico continua a ispirare il cinema e la televisione grazie al suo impatto senza tempo sulla cultura pop e sull’immaginario musicale contemporaneo.

“David Bowie: The Final Act” – L’ultimo capitolo creativo del Duca Bianco

Come riportato da Deadline, l’emittente televisiva britannica Channel 4, insieme a Dogwoof e Rogan Productions, realizzerà David Bowie: The Final Act (titolo ancora provvisorio), un documentario diretto da Jonathan Stiasny(Formula 1: Drive to Survive, Cops Like Us).

La pellicola, della durata di 90 minuti, si concentrerà sull’ultimo capitolo creativo dell’artista, includendo interviste rare a chi aveva conosciuto e lavorato al fianco di Bowie, oltre che a fan e personaggi famosi da lui ispirati.

Prodotto dal vincitore di Emmy Awards e del premio Rosa d’Oro Dan Hall (ABBA: Against All Odds, Freddie Mercury – The Final Act), il documentario ripercorrerà il periodo successivo ai turbolenti anni Novanta, quando Bowie si era trovato in conflitto con un’industria musicale in piena trasformazione, ma aveva saputo reinventarsi grazie alla sua inesauribile creatività — la stessa che lo aveva portato a esibirsi come headliner al Festival di Glastonbury nel 2000.

Il documentario racconterà anche la pubblicazione di Blackstar, l’ultimo album di Bowie, uscito nel 2016, appena due giorni prima della sua morte a 69 anni per un tumore al fegato e illumina gli ultimi mesi e i progetti che stava portando avanti.

“Il documentario musicale tradizionale celebra il trionfo. Ciò che mi ha affascinato di più durante la realizzazione di questo film è stato il modo in cui l’ultimo capitolo di Bowie non è stato una fine, ma una resurrezione. Ha trasformato il fallimento in trionfo, il silenzio in rivelazione e, infine, la morte in arte”, ha dichiarato il regista Jonathan Stiasny.

Anche Shaminder Nahal, responsabile della divisione Specialist Factual di Channel 4, ha sottolineato la portata unica dell’artista:
“Bowie è stato uno di quei rari artisti la cui immaginazione non si è mai spenta. Questo film rivela come, di fronte alla fine, abbia trovato il modo di superare i limiti e di creare qualcosa di trascendente”.

“Bowie In Berlin” – Il periodo della rinascita

Parallelamente, la BBC ha annunciato un secondo documentario su Bowie, dal titolo provvisorio Bowie In Berlin, previsto per l’uscita nell’autunno 2026. Diretto da Francis Whately, il film esplorerà il periodo tra il 1976 e il 1978, quando l’artista si ritirò a Berlino per curare la sua dipendenza dalla cocaina e rilanciare la sua carriera con la celebre “Trilogia di Berlino”, composta dagli album Low (1977), Heroes (1977) e Lodger (1979). Il documentario presenterà filmati d’archivio e interviste rare a quattro donne fondamentali nella vita di Bowie durante quel periodo: Clare Shenstone, Romy Haag, Sarah-Rena Hine e Sydne Rome.

Due progetti che si propongono di restituire non soltanto l’icona, ma l’uomo capace di reinventarsi in ogni fase della sua vita. Dalla rinascita berlinese degli anni Settanta all’ultima, intensa stagione creativa di Blackstar, mettendo in evidenza come la sua ricerca artistica non abbia mai smesso di evolversi — anche di fronte al tempo, al cambiamento e alla fine.

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