Amianto nel Policlinico Militare di Anzio: nuova condanna del Tribunale di Roma al Ministero della Difesa

giovedì, 6 Novembre 2025
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750 mila euro ai parenti della dipendente civile morta di mesotelioma per l’esposizione al cancerogeno

È divenuta definitiva la sentenza del Tribunale di Roma che dispone un risarcimento complessivo di oltre 750mila euro a carico del ministero della Difesa in favore dei familiari di una dipendente civile del Policlinico militare di Anzio deceduta nel 2009 per mesotelioma pleurico a causa dell’amianto.

Il provvedimento riconosce il diritto al risarcimento del danno parentale a madre, sorella e nipoti della lavoratrice. Accerta inoltre il legame tra la malattia e l’esposizione professionale ad amianto. La notizia è stata resa nota dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

Il caso

Secondo quanto riportato dall’ONA, la donna nata a Roma nel 1959, aveva lavorato per circa trent’anni presso il Policlinico militare di Anzio, inizialmente come giardiniera e successivamente con altre mansioni.

Una prima pronuncia del 2016 aveva già riconosciuto l’esposizione professionale della dipendente, circostanza che aveva portato, negli anni successivi, alla bonifica della struttura ospedaliera.

La decisione del Tribunale

Con la recente sentenza, il Tribunale di Roma ha confermato la sussistenza del nesso causale tra la patologia e l’attività lavorativa. Il giudice ha inoltre ribadito che l’amministrazione è tenuta ad assicurare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in conformità alle norme vigenti.

La posizione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

In una nota, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha sottolineato che la decisione rappresenta un riconoscimento per la famiglia della lavoratrice e un riferimento per altri casi analoghi di esposizione professionale.

“Questa decisione restituisce dignità alla vittima e alla sua famiglia e rappresenta un segnale importante per tutte le vittime dell’amianto – ha dichiarato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto –. Dietro ogni numero ci sono persone, affetti e storie di sofferenza. Continueremo a batterci perché nessun lavoratore debba più pagare con la vita il prezzo dell’amianto”.

Un simbolo di giustizia e di memoria – La sentenza non solo riconosce il diritto al risarcimento, ma riafferma il valore della memoria e della responsabilità istituzionale. Per l’ONA rappresenta un nuovo passo avanti nella lunga battaglia per la tutela delle vittime e la bonifica dei luoghi contaminati, un impegno che continua anche attraverso l’assistenza legale e medica gratuita offerta dall’associazione con il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

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