Una delle figure di Pontefice che più hanno fatto capire al mondo, in che modo si dovesse seguire la Chiesa, a quel tempo, unica depositaria dell’insegnamento di Cristo. Fu il Successore di Pietro che diede alla Chiesa le vertigini, per l’altezza a cui la condusse… secondo il Gregorovius, lo studioso e storico tedesco ,che studiò più di molti italiani, la nostra storia e il medioevo in particolare.
Certo è, che fu l’erede ideale di Gregorio VII, e se questo non riuscì a realizzare il suo programma politico-spirituale proclamato nel “Dictatus Papae”, per le tensioni che ne scaturirono da parte dei potenti e degli stati di tutta Europa, e la drammatica fine che fece, fuggendo da Roma e morendo in esilio a Salerno, lui, che ne era l’erede più indicato, esperto teologo e delle relazioni spiritual- burocratiche della Curia romana con la Chiesa di tutta Europa, era il suo successore ideale al Trono di Pietro!
Lui avrebbe realizzato concretamente il suo progetto ambizioso di riforma della Chiesa e dei rapporti, sempre burrascosi, con l’Impero e l imperatore per la spinosa questione della lotta delle investiture. Da quando la Chiesa era diventata un riferimento fondamentale al centro della vita sociale di tutta Europa ,e gestiva un vero e proprio impero parallelo alla società, fatto di diocesi, conventi e abbazie… e infinite cariche ecclesiastiche, di fatto il diritto a nominare vescovi o abati, era conteso tra il Papa a Roma e l’imperatore o i vari regnanti di tutta Europa!
È evidente che si trattava di una questione interna alla Chiesa e di natura spirituale, ma l’evidente peso politico delle nomine, era enorme. Senza contare che gli ecclesiastici erano i soli che sapevano leggere e scrivere, diventando di fatto una classe sociale a sé stante ma parallela agli stati e ai regnanti e addirittura con una lingua propria che capivano esclusivamente loro: il latino.
Lui, deciso, e forte del potere che aveva in quel momento la Chiesa, seppe districarsi con abilità e intelligenza tra le controversie con l’imperatore e i vari stati, che erano sottomessi alla sua autorità, in quanto cattolici e quindi referenti a Roma per moltissime cause, spirituali o canoniche, ma anche dei più svariati motivi… la Città Eterna era un punto di riferimento per la Fede che era sentita e vissuta da tutti, e non ultimo, c’era la facoltà di appellarsi al Papa e al suo giudizio, scavalcando i re e gli Imperatori, per moltissime questioni, dottrinali e non solo, ma anche di interesse personale. Chiunque, in quanto cattolico e figlio della Chiesa, era sotto la sua tutela e protezione!
La Chiesa e il Papa, che è il suo capo, avevano raggiunto un tale prestigio, ed emanavano un alone di sacralità, universalmente riconosciuto dai popoli, come dai regnanti e come forse non si verificò mai più nella storia della Chiesa Cattolica.



