“Apologia – Biografia del Diavolo” di Myriam Caroleo Grimaldi si conferma, nella sua nuova edizione, una delle letture italiane più originali e intense sulla natura del male. L’autrice trascina il lettore in un’aula post-apocalittica dove il tribunale non giudica più l’essere umano, ma chi lo ha creato. Questo ribaltamento, ardito e ricco di echi letterari, trasforma la figura di Lucifero nel vero protagonista: non più semplice antagonista, ma portavoce di domande che inquietano la ragione e affascinano la coscienza.
Il romanzo si dispiega come un mosaico in cui filosofia, memoria e visione giuridica si intrecciano. La Caroleo Grimaldi – penalista e docente – plasma la narrazione attraverso il monologo interiore del diavolo, personaggio capace di incarnare il desiderio di conoscenza e, al tempo stesso, la ferita della libertà e della condanna. Flashback e dialoghi con altre “voci” rendono l’intreccio polifonico e profondo, sfidando chi legge a interrogarsi su concetti come colpa, giustizia, ribellione e possibilità di redenzione.
“Apologia – Biografia del Diavolo” affonda così le sue radici nella letteratura delle grandi domande: la dialettica tra opposti, la responsabilità morale, la complessità del libero arbitrio. Al centro, una grande riflessione sulla fragilità dell’umano, sulla tensione tra vittoria e sconfitta, tra verità e narrazione. Il risultato è un romanzo fuori dagli schemi, importante proprio nell’epoca delle risposte semplici e delle verità parziali: stimola il dubbio, accende la curiosità, apre al mistero delle motivazioni profonde che muovono la vita e la storia.
Un’opera da leggere per chi ama la letteratura che lascia il segno, pronta a dialogare con il presente e a regalare nuove prospettive su ciò che riteniamo “bene” e “male”.




