Verdone sindaco per un giorno: “Ho scelto le periferie con le persone vere”. I consigli a Gualtieri e le immagini più belle | Video

lunedì, 17 Novembre 2025
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Carlo Verdone arriva in Campidoglio con la consueta ironia che lo accompagna da sempre: “Adesso ti comando”, dice ridendo a Roberto Gualtieri mentre il sindaco gli sistema la fascia tricolore per la sua giornata da sindaco. La banda della Polizia locale intona le note di Un sacco bello, la scalinata di Palazzo Senatorio è affollata di fan e curiosi: un abbraccio collettivo per festeggiare i suoi 75 anni con un regalo che lo stesso attore definisce “il più bello che potessi ricevere”.

Verdone confessa di aver dormito solo tre ore e mezzo. “Stamattina qualche lacrima è venuta. Ho pensato ai miei genitori. Ho amato tanto questa città, ho capito la sua poesia e anche certe magagne. I romani sono una famiglia: pungenti, spiritosi, pieni d’umanità”, racconta ai giornalisti prima di lanciarsi nel suo primo “discorso operativo”. “Le buche le tapperemo, in qualche modo… abbiamo preparato le macchine idrauliche”, scherza, iniziando una giornata che oscillerà continuamente tra ironia e commozione.

Verdone sindaco di Roma, le memorie firmate in giunta e la prima tappa a Villa Gordiani

Subito dopo aver partecipato alla riunione della Giunta capitolina, che approva due memorie — una per un presidio odontoiatrico e psicologico gratuito a Tor Bella Monaca, l’altra per nuovi sostegni alle librerie — Verdone si sposta a Villa Gordiani. Qui lo attendono 120 bambini che gli cantano “tanti auguri”, stringendolo in decine di abbracci. Insieme a Gualtieri inaugura la nuova area ludica e pianta una sughera, promettendo di tornare il 24 febbraio per la panchina dedicata ad Alberto Sordi. “Tutto ciò che si fa per i giovani è sacro. Sono il nostro futuro,” dice, visibilmente emozionato. Lo Speciale ha anche raccolto le reazioni dei cittadini, molti dei quali vorrebbero davvero un cambio definitivo tra Verdone e il sindaco Gualtieri.

La tappa successiva lo porta alla scuola di via Romolo Balzani, danneggiata dalla recente esplosione in via dei Gordiani. Con il caschetto in testa percorre le aule ancora in fase di ripristino, accompagnato dall’assessora Pratelli e da Gualtieri. Ascolta la ricostruzione dei momenti dell’esplosione, si informa sui lavori, spera che il cantiere possa concludersi in tempo: “A maggio gliela facciamo?”, domanda, quasi a voler accelerare con una battuta.

Da lì l’auto lo conduce dall’altra parte della città, al centro anziani “La Storta”, tra via Cassia e via Strehler, dove ad attenderlo ci sono tavolate imbandite e un’accoglienza calorosa. Orecchiette, saltimbocca, parmigiana, salumi e una torta alla panna con candeline: un pranzo di compleanno in piena regola, con circa ottanta ospiti. “Anche se sono completamente astemio, oggi un brindisi lo faccio”, sorride Verdone, che riceve in dono un giubbotto del servizio giardini, una sciarpa della Roma e un gagliardetto giallorosso.

Il viaggio nella profonda periferie a Tragliatella e l’incontro con gli anziani

Subito dopo riparte per Tragliatella, dove lo attendono residenti e cantieri Pnrr. Prima ancora di entrare nel centro sociale, si imbatte in una Yamaha FZ750 identica a quella di Troppo Forte: si avvicina, firma il serbatoio, abbraccia il proprietario tra gli applausi. Dentro, incontra decine di cittadini e parla del suo legame con Roma, soprattutto con i territori più lontani dal centro. “Io non sapevo che questo luogo esistesse. Ho visto lavori importantissimi. E qui ho trovato una umanità diversa, più genuina,” osserva. E poi la battuta che fa esplodere la sala: “Se Gualtieri non li fa bene i lavori, votate me e ci penso io!”, dice sorridendo al vero sindaco.

Il ritorno in Campidoglio per la Lupa Capitolina

Terminato l’incontro, Verdone rientra verso il centro ma si concede un sopralluogo a sorpresa al Teatro Valle, dove gli viene confermata la riapertura per il settembre 2026. La chiusura di questa maratona avviene nell’Aula Giulio Cesare, dove l’attore tira le somme di una giornata che definisce “impegnativa e bellissima”. Racconta dei bambini di Villa Gordiani, del pranzo alla Storta, dell’affetto ricevuto ovunque. Ringrazia la città, la sua famiglia — i figli, la sorella Silvia, gli amici — e i genitori, “che mi hanno insegnato ad amare Roma”.

Gualtieri, a margine, rivela anche alcune idee avanzate dall’attore: un mercatino culturale nella parte finale di via Veneto e il progetto per recuperare una sala cinematografica oggi chiusa. “È venuto non solo per farsi festeggiare, ma anche con proposte vere. E noi ci lavoreremo.”

La giornata si chiude con una certezza: Roma ha festeggiato uno dei suoi interpreti più amati, e Verdone ha ricambiato camminando tra le persone, ascoltando, scherzando, emozionandosi. “Una giornata che non dimenticherò mai”, ripete. E questa volta non c’è nessun personaggio a parlare: è solo Carlo, l’artista che dopo Alberto Sordi ha meglio rappresentato e portato nel mondo la romanità più autentica.

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