Palestina-Ucraina. Punti di pace-flop, solo appunti sbagliati di Trump

venerdì, 21 Novembre 2025
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La megalomania di Donald Trump é ormai nota, come la sua smania di diventare l’uomo che porterà la pace nel mondo. Il presidente degli Stati Uniti si é vantato di aver chiuso positivamente varie guerre. Il problema é che non tutte le parti in conflitto hanno approvato i piani di pace, di volta in volta proposti/imposti da Trump. Il caso più macroscopico é quello del piano di pace tra Israele e Hamas a Gaza. Sembra che Hamas non lo abbia mai sottoscritto. Ma Trump va avanti lo stesso. L’importante é l’effetto mediatico. Poi, se Israele e Hamas riprendono le ostilità, poco male, Trump la sua bella figura mondiale l’ha fatta comunque. In questi giorni i media mondiali si stanno occupando di un piano di pace in ventotto punti, per porre fine alla guerra in Ucraina. Il piano é segreto, ma qualche indiscrezione é trapelata. Nell’ordine le cose sono andate così. Il piano di pace sarebbe stato redatto da negoziatori americani e russi. La faccenda più rilevante é che in questa fase sono stati esclusi, sia il leader ucraino Zelensky, sia tutti i leader europei. Il piano sarebbe stato predisposto sulla scorta degli accordi di Anchorage. Steve Witkoff, che aveva progettato di incontrare Zelensky ad Istanbul mercoledì scorso, ha poi annullato l’incontro, rifiutando di discutere il piano di pace con il leader ucraino. Dopo di che il sito Axios ha affermato l’esistenza di un nuovo piano di pace russo-americano per porre fine alla guerra in Ucraina. A quel punto la portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che questo piano di pace non é stato comunicato ufficialmente alla Federazione Russa. Nei prossimi giorni Trump convincerà Zelensky a sottoscrivere il piano di pace, con la minaccia che soltanto gli Usa possono fermare le indagini anti corruzione a carico dell’intera classe dirigente ucraina. Il piano di pace in ventotto punti, secondo alcune indiscrezioni, prevederebbe: a) il ritiro dell’esercito di Kiev dal Donbass; b) il riconoscimento del Donbass e della Crimea come territori russi solo da parte degli Usa, ma non da parte dell’Ucraina; c) il congelamento della situazione bellica sulla linea del fronte per quanto riguarda le altre regioni; d) il ridimensionamento dell’esercito ucraino di due volte e mezzo; e) il ritorno della lingua russa a fianco di quella ucraina e della religione ortodossa. Se tutte le parti in causa troveranno un accordo sui ventotto punti del piano di pace, finalmente la guerra in Ucraina finirà.

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