Tensione dopo le parole di Cavo Dragone sugli “attacchi preventivi” della NATO: maggioranza e opposizione si dividono | Video

martedì, 2 Dicembre 2025
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Le dichiarazioni del Presidente del Comitato Militare della NATO, Generale Giuseppe Cavo Dragone, secondo cui l’Alleanza dovrebbe considerare anche azioni preventive contro le minacce ibride provenienti dalla Russia, hanno immediatamente scatenato una forte reazione nel mondo politico italiano. Tra maggioranza e opposizione emergono approcci diversi, che riflettono tanto la complessità del contesto internazionale quanto le sensibilità interne ai partiti. Le interviste raccolte da Lo Speciale.

Attacchi preventivi NATO, video con le parole di maggioranza e opposizione

Nel campo della maggioranza prevale un atteggiamento prudente. Giovanni Donzelli chiarisce che l’esecutivo mantiene una posizione ferma e trasparente: “Guardiamo tutti con apprensione, attenzione, rispetto e poi comunque il governo italiano da questo punto di vista ha una posizione molto netta, chiara e ha anche rassicurato sulla non possibilità di impiego di soldati italiani in Ucraina in condizioni non di pace”. Un messaggio che esclude la partecipazione diretta delle truppe italiane a scenari operativi.

Anche il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, invita a leggere le parole di Cavo Dragone alla luce della linea espressa dal ministro degli Esteri Tajani: “Evidentemente la posizione viene espressa dal governo, viene espressa dal ministro degli Esteri. Tajani ha parlato. È evidente che noi non ci auguriamo nessun tipo di escalation e lavoriamo per la pace, come si vede, come si è visto in questi 3 anni e come si è visto su tutti i settori della politica estera”. Malan sottolinea così la continuità dell’impegno diplomatico dell’Italia.

Dai banchi dell’opposizione arrivano invece critiche serrate. Laura Boldrini, per il Partito Democratico respinge ogni riferimento a forme di legittima difesa preventiva. “La legittima difesa preventiva non esiste nel diritto internazionale, quindi noi siamo sempre per il rispetto del diritto internazionale. È una dimensione che non si sa dove ci può portare, quindi invito tutti a molta, molta cautela e molta prudenza”. Un monito che richiama i rischi di percorrere la strada della “guerra preventiva”.

Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, punta invece l’attenzione sulla delicatezza istituzionale delle affermazioni del vertice militare della NATO: “Ieri l’ammiraglio Cavo Dragone ha fatto un’affermazione che un militare normalmente non dovrebbe mai fare. Un militare non dovrebbe dire quello che fa. Penso anche che sia sbagliato in una fase in cui si sta negoziando una tregua fare dichiarazioni che rischiano di creare problemi”.

A chiudere il quadro è il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, che risponde alle accuse di divisioni interne al governo e rivendica la compattezza della maggioranza fin dall’inizio della guerra in Ucraina: “Contavo le votazioni che la sinistra ha svolto sul tema: credo che siamo intorno ai 350, hanno votato insieme soltanto 37 volte. Noi invece votiamo assieme, quindi non ci sono posizioni diverse”. E aggiunge: “Mi sembra insomma che su questo la Meloni è sempre stata… è dal febbraio del ‘22 che, a fronte di una mozione unitaria votata dal Parlamento, si è andati nella direzione di aiuti a Kiev. L’obiettivo è quello di prevenire una pace giusta e duratura”.

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