Ucraina, Crosetto: “Non sono psicologo di Salvini, aiuti continueranno. La difesa è deterrente” | Video

sabato, 13 Dicembre 2025
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La guerra in Ucraina continua a rappresentare uno dei principali dossier internazionali per il governo italiano, tra il sostegno a Kiev, il dibattito politico interno e un quadro geopolitico sempre più complesso soprattutto per i continui mal di pancia della LEGA. Dal palco di Atreju, il ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato a ribadire la linea dell’esecutivo, soffermandosi sia sulle prospettive del conflitto sia sulle dinamiche della maggioranza in vista del prossimo decreto sugli aiuti.

Ucraina, Crosetto e la battuta su Salvini

“Tutti mi chiedono di Salvini ma non sono il suo psicologo, in tre anni non ho mai avuto una discussione con lui. Lui manifesta giustamente quelle che sono le sue idee”. Con una battuta, Guido Crosetto ha risposto dal palco di Atreju, intervistato da Marco Travaglio, alle domande sulle posizioni espresse dal leader della Lega sul sostegno all’Ucraina. Il ministro ha minimizzato le possibili tensioni all’interno della maggioranza, sottolineando che finora non si sono mai verificati problemi nel voto dei provvedimenti legati all’assistenza a Kiev.

Incalzato sulle tempistiche del prossimo decreto sugli aiuti, Crosetto ha spiegato che il provvedimento dovrebbe arrivare verso la fine dell’anno. “Penso lo porteremo verso il fine anno e poi vedranno lì cosa succede”, ha detto, esprimendo fiducia sull’esito parlamentare. “Salvini? Non hanno mai avuto problemi a votarli finora, quindi non penso ci saranno”, ha concluso.

Le parole sul palco con Travaglio

Nel suo intervento intervistato da Marco Travaglio, il ministro ha inserito il tema degli aiuti all’Ucraina in una riflessione più ampia sul significato della pace e della sicurezza in una fase storica segnata da conflitti diffusi e da un profondo mutamento degli equilibri globali. Per Crosetto, la pace non è un risultato automatico, ma un processo complesso che richiede allo stesso tempo capacità di dialogo e capacità di difesa. “Il nostro compito è costruire la possibilità di difenderci se qualcuno impazzisce e ci porta alla guerra, ma parallelamente fare di tutto per creare le condizioni perché i conflitti non diventino guerra”, ha spiegato.

Secondo il ministro, i conflitti contemporanei non si limitano alle guerre armate. Oltre all’Ucraina e al Medio Oriente, esiste una dimensione di guerra ibrida e di competizione economica e tecnologica globale che riguarda il controllo delle materie prime, dell’industria, della ricchezza e della potenza. In questo contesto, ha osservato, sono cambiati i paradigmi con cui si confrontano le nazioni, come dimostra anche il dibattito su un possibile superamento degli attuali assetti multilaterali a favore di nuovi equilibri tra grandi potenze.

Al centro della riflessione di Crosetto resta la Russia e l’incertezza sulle sue reali intenzioni strategiche. Il ministro ha ricordato come prima del 2022 Mosca escludesse qualsiasi attacco all’Ucraina, salvo poi invadere il Paese. Oggi, ha aggiunto, l’idea che la pace possa arrivare automaticamente dopo l’occupazione dei territori annessi non è sufficiente a rassicurare l’Europa, soprattutto alla luce dei dati sul rafforzamento della macchina militare russa e sull’aumento delle spese per la difesa.

In questo scenario, l’Europa vive un crescente senso di insicurezza, in particolare nei Paesi dell’Est che temono di subire lo stesso schema applicato all’Ucraina. Crosetto ha richiamato le preoccupazioni legate alla presenza di minoranze russofone in diversi Stati europei e alla percezione di una minaccia che va oltre il singolo conflitto.

Da qui l’insistenza sulla necessità di mantenere aperto il dialogo, evitando però che il confronto si consumi solo a livello mediatico. “Il dialogo vero si fa nelle stanze riservate, nei confronti tra i leader, non sui giornali”, ha osservato, ribadendo che la pace non si costruisce con la resa. “Dire ‘mi arrendo’ non è pace”, ha concluso Crosetto. La pace, ha spiegato, si costruisce anche attraverso la deterrenza e la capacità di difendersi, perché “la costruzione della difesa è un pezzo fondamentale della costruzione della pace”.

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