Si svela al pubblico uno dei progetti cinematografici più ambiziosi della prossima stagione festivaliera: De Gaulle, il biopic in due parti dedicato alla figura di Charles de Gaulle, generale, leader della Francia Libera e statista simbolo della Repubblica francese. Prodotto da Pathé, il dittico – che ha beneficiato di un budget complessivo di oltre 70 milioni di euro – conferma la strategia della major transalpina di puntare su produzioni di respiro internazionale pur restando profondamente radicate nella storia e nella cultura francese. Nelle ultime ore sono state diffuse le prime immagini e il teaser trailer ufficiale che potere vedere si seguito:
https://www.youtube.com/watch?v=2flRHo1c4ew
Il teaser introduce al pubblico la potente figura del generale De Gaulle nel momento più critico della sua carriera: giugno 1940, quando la Francia sta crollando sotto l’offensiva nazista e lui, dopo la firma dell’armistizio, rifiuta la resa e fugge a Londra determinato a risollevare il morale di un Paese allo sbando. I due capitoli del film usciranno in Francia con i titoli : De Gaulle: Tilting Iron (10 giugno 2026) e De Gaulle: The Sovereign Edge (3 luglio 2026). Girato in buona parte in inglese con un cast internazionale, il progetto è già al centro delle speculazioni sul suo possibile debutto al Festival di Cannes 2026 – location ideale per lanciare un’opera con ambizioni globali e fortissima carica storica.
A interpretare il protagonista è Simon Abkarian, il cui ingaggio è stato confermato fin dalle prime fasi di produzione. Attorno a lui: Benoît Magimel, Mathieu Kassovitz, Anamaria Vatolomei, Niels Schneider, Campbell Scott e Thierry Lermitte, tra gli altri. Diretto dal regista Antonin Baudry, la sceneggiatura porta la firma del regista Antonin Baudry insieme a Bérénice Vila, ispirandosi all’omonimo libro storico di Julian T. Jackson.
La narrazione si concentra sui cinque anni cruciali tra il 1940 e il 1945. Nel cuore del film troviamo un De Gaulle isolato, privo di esercito, appoggi istituzionali e quasi senza speranza, ma animato da una convinzione incrollabile: la Francia non ha deposto le armi. L’opera racconta così, con toni epici, la gestazione della Resistenza francese dall’esilio londinese, dove attorno al generale si raccolgono uomini e donne pronti a sfidare una Storia che sembrava già segnata.




