Intelligenza artificiale, il caso di Poke contro Meta al vaglio dell’AGCOM: “In gioco la libertà di scelta degli utenti” | VIDEO

venerdì, 19 Dicembre 2025
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L’intelligenza artificiale applicata ai servizi di messaggistica finisce sotto la lente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Se ne è discusso nel corso di un incontro pubblico all’Associazione della Stampa Estera in Italia, promosso da The Interaction Company of California, società tecnologica della Bay Area proprietaria di Poke.com, avanzato assistente di intelligenza artificiale per la messaggistica e l’assistenza personale.

Nel briefing con i giornalisti, l’azienda ha illustrato l’esito dell’audizione tenutasi martedì davanti all’AGCOM sul presunto abuso di posizione dominante da parte di Meta nel mercato dell’intelligenza artificiale integrata nei servizi di messaggistica. “Quando una sola piattaforma decide per tutti, a pagare sono la concorrenza e gli utenti”, è stato sottolineato in apertura dell’incontro.

I rappresentanti di The Interaction Company hanno definito l’audizione “molto positiva”, riferendo di aver ricevuto rassicurazioni dall’Autorità su una prossima decisione. Al centro del confronto, lo scenario che potrebbe aprirsi a partire dal 15 gennaio 2026: qualora il quadro regolatorio rimanesse invariato, Meta potrebbe essere autorizzata a imporre l’uso esclusivo di Meta AI all’interno di WhatsApp. Una prospettiva che, secondo numerosi esperti del settore, rischierebbe di comprimere l’innovazione e limitare la libertà di scelta degli utenti, cristallizzando il mercato su un’unica soluzione tecnologica.

Sul punto è intervenuto il CEO Marvin von Hagen, che ha evidenziato come la questione non riguardi la competizione tra singole aziende, ma l’assetto stesso del mercato digitale. “Oggi Meta sta investendo miliardi e miliardi per realizzare la tecnologia di intelligenza artificiale che ritiene migliore. Noi riteniamo che sarebbe invece positivo mostrare, garantire e consentire una reale concorrenza tra assistenti di intelligenza artificiale, permettendo alle persone di scegliere liberamente l’assistente migliore. Nonostante questo, Meta sta cercando di bloccare la concorrenza. Innanzitutto perché Meta AI è preinstallato nell’app, di fatto obbligando gli utenti a utilizzarlo. E contro questo non possiamo fare nulla, anche se noi paghiamo WhatsApp. Inoltre, WhatsApp sta per introdurre un divieto che impedirà la presenza di altri assistenti su WhatsApp, eliminando così la concorrenza tra assistenti di intelligenza artificiale in Europa”.

Nel corso dell’incontro, The Interaction Company ha ribadito le caratteristiche di Poke.com, presentato come un vero assistente personale digitale, capace di operare in modo integrato sui principali canali di messaggistica — WhatsApp, Apple iMessage e SMS — senza la necessità di installare applicazioni dedicate. La piattaforma è progettata secondo il principio della privacy by design, utilizza dati cifrati, non effettua profilazioni invasive e garantisce all’utente il pieno controllo delle informazioni. Le funzionalità spaziano dalla gestione dei promemoria per i farmaci all’assistenza nei viaggi, dall’organizzazione degli appuntamenti alla pianificazione intelligente della vita quotidiana.

Sui tempi della decisione dell’Autorità è intervenuta Claudia Dalmau Gomez, che ha spiegato come l’azienda sia ora in attesa di un pronunciamento. “Ora quindi aspetteremo. Il nostro avvocato, ci ha detto che potrebbe volerci una settimana, forse due settimane, forse un mese. Ma ci aspettiamo una risposta molto presto, perché la questione è davvero, davvero importante.

E naturalmente questa nuova condizione introdotta in Germania potrebbe avere un impatto non su milioni, ma su miliardi di utenti in tutto il mondo. E ovviamente anche su moltissimi italiani, perché tutti voi utilizzate molto WhatsApp. Sul piano europeo siamo già stati in contatto con la Commissione europea e anche in questo caso ci aspettiamo una risposta a breve. Continueremo a tenere tutti aggiornati, ma sappiamo che la Commissione europea si sta muovendo molto rapidamente. Per quanto riguarda il resto del mondo, ad esempio in Sud America, Meta è già sotto causa in Brasile. Potenzialmente, se tutto andrà bene, potremmo muoverci anche verso l’India, dove WhatsApp è altrettanto centrale, e forse anche in altri Paesi”.

Secondo The Interaction Company, l’eventuale imposizione dell’uso esclusivo di Meta AI su WhatsApp comprometterebbe di fatto l’interoperabilità su cui si basano Poke.com e servizi analoghi, arrecando un danno diretto agli utenti e creando un precedente ritenuto pericoloso per la concorrenza e l’innovazione nel mercato digitale europeo.

“In gioco non c’è l’interesse commerciale di una singola impresa”, ha concluso l’azienda, “ma l’architettura del futuro digitale europeo”, che dovrebbe restare aperta, interoperabile, competitiva e pluralista, nel rispetto dei diritti degli utenti e delle regole del libero mercato.

Di seguito l’intervista:

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