Steven Spielberg torna agli extraterrestri con Disclosure Day: la fantascienza come specchio della post-verità

lunedì, 22 Dicembre 2025
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Universal Pictures ha pubblicato il teaser trailer di Disclosure Day, il nuovo film di Steven Spielberg con Josh O’Connor ed Emily Blunt, in uscita nelle sale italiane l’11 giugno 2026. Il video, che trovate di seguito in questo articolo, conferma fin da subito l’atmosfera enigmatica e perturbante già anticipata dalla campagna promozionale.

Qualche giorno prima, infatti, Universal aveva coinvolto Times Square con un manifesto criptico e accattivante, pensato per insinuare il dubbio più che per fornire risposte. Una strategia che trova piena continuità nelle immagini del teaser, dove il mistero non è solo estetico ma diventa il motore tematico dell’intero progetto.

Nelle sequenze mostrate, Emily Blunt interpreta una meteorologa che sembra venire posseduta da una forza aliena, mentre il personaggio di Josh O’Connor appare determinato a rivelare al mondo una verità scomoda, apparentemente legata non solo alla presenza extraterrestre, ma anche a elementi disturbanti e simbolici come gli animali e un gruppo di suore. Dettagli volutamente decontestualizzati, che rafforzano la sensazione di un racconto costruito sulla dissonanza e sull’ambiguità.

Se nel 1977 Spielberg aveva segnato la storia del cinema con Incontri ravvicinati del terzo tipo, un film incentrato sull’ossessione per la visione e per il desiderio di contatto, Disclosure Day sembra spostare il discorso su un piano più esplicitamente politico e sociale. Il titolo richiama la parola “disclosure”, ovvero rivelazione e divulgazione, un termine centrale nei dibattiti contemporanei statunitensi, soprattutto in un’epoca segnata da scandali, manipolazione dell’informazione e crisi di fiducia verso le istituzioni.

Il film ruota attorno a un dilemma antico quanto l’uomo: rivelare o non rivelare la verità. In questo caso, la verità assoluta per eccellenza, l’esistenza di vita extraterrestre. Ma il punto non è tanto la scoperta in sé, quanto la reazione collettiva a essa. In un mondo in cui la verità sembra sempre meno tutelata da chi dovrebbe garantirla, Disclosure Dayi nterroga lo spettatore su cosa significhi davvero credere.

Il teaser si apre con una domanda emblematica: “If you found out we weren’t alone, if someone showed you, proved it to you, would that frighten you?”. Non è solo la paura dell’ignoto a essere chiamata in causa, ma la difficoltà di accettare una verità anche quando viene dimostrata. È qui che emerge il tema della dissonanza cognitiva, il conflitto tra ciò che sappiamo razionalmente e ciò che siamo disposti ad accettare emotivamente. Nell’era della post-verità, la prova non basta più: la narrazione emotiva è spesso più forte dei fatti.

Spielberg, regista da sempre sensibile al contesto politico e culturale, sembra voler catturare proprio questo stato di confusione collettiva. Autore mai davvero autoreferenziale, ha spesso intrecciato il proprio immaginario con le sue ossessioni personali, da Incontri ravvicinati del terzo tipo fino a The Fabelmans, racconto intimo della sua formazione e della sua identità. Con Disclosure Day torna agli extraterrestri che hanno segnato la sua carriera, ma li rilegge alla luce di un presente frammentato, in cui il senso di appartenenza e la fiducia nella verità appaiono sempre più sfuggenti.
Un ritorno alle origini che promette di essere, allo stesso tempo, una riflessione inquieta e attuale sul nostro tempo.

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