Nato da una vera e propria folgorazione creativa e sviluppato nell’arco di sette anni, Playing God è molto più di un cortometraggio: è un gesto politico, un atto di resistenza artistica e una dichiarazione d’intenti sull’animazione contemporanea. Il film in stop motion firmato da Studio Croma Animation – unico titolo italiano entrato nella shortlist degli Oscar® – condensa in appena nove minuti una riflessione potente su potere, emarginazione e fragilità umana, rifiutando qualsiasi scorciatoia estetica o consolazione narrativa.
Diretto da Matteo Burani e prodotto e animato da Arianna Gheller, Playing God affonda le mani – letteralmente – nell’argilla per raccontare una storia che ha il sapore del thriller e dell’horror, ma che si muove soprattutto sul terreno del dark drama esistenziale. Il protagonista, il Numero 815, è una creatura plasmata, giudicata, esclusa. Un corpo fragile che diventa metafora di tutti coloro che vengono definiti da un potere esterno, osservati dall’alto e privati di voce.
La scelta della stop motion non è solo stilistica, ma profondamente concettuale. In Playing God il “creatore-Dio” non è un’entità astratta, bensì mani umane, visibili, animate a passo uno. Il lavoro artigianale diventa così parte integrante del racconto, esponendo il gesto creativo e interrogandone le responsabilità. È un’animazione che non nasconde la fatica, anzi la rivendica, in linea con una visione adulta del mezzo, capace di parlare del presente senza filtri o infantilismi.
Il percorso del film è emblematico anche dal punto di vista produttivo. Avviato nel 2017 grazie a una forte campagna di crowdfunding, Playing God ha costruito nel tempo una vera e propria community, che ha seguito passo dopo passo la sua lenta e meticolosa realizzazione. Un viaggio che ha portato il corto a ottenere oltre 160 selezioni ufficiali nei festival di tutto il mondo, più di 80 premi – tra cui il Nastro d’Argento 2025 come Miglior Cortometraggio d’Animazione – fino al traguardo prestigioso della shortlist degli Oscar®.
Burani e Gheller raccontano un cinema che sceglie consapevolmente lo sguardo degli emarginati e rifiuta ogni riconciliazione facile. Fare animazione in Italia oggi significa spesso muoversi ai margini dell’industria, ma anche rivendicare una libertà espressiva rara. Playing God è visibile gratuitamente di seguito e su YouTube fino all’11 gennaio 2026: un’occasione preziosa per scoprire un piccolo gioiello dell’animazione italiana, che da un gesto minimo è diventato un’opera radicale.
Novità su Google: per aggiungere Lo Speciale tra le tue fonti preferite, clicca qui



