Crans-Montana, il tribunale dice no ai domiciliari per Jessica Moretti: ecco perché

mercoledì, 14 Gennaio 2026
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Jessica Moretti – proprietaria del locale “La Constellation” insieme al marito Jaques – non sarà posta agli arresti domiciliari. Lo ha stabilito il Tribunale di giustizia di Sion che ha accolto l’istanza della procura, disponendo per la donna solo alcune misure restrittive: l’obbligo di firma, il divieto di lasciare il territorio svizzero con il ritiro del passaporto e il versamento di una cauzione il cui importo deve essere ancora definito. Dunque non si prevede alcun aggravio della posizione della comproprietaria del locale, nonostante le recenti dichiarazioni di un testimone che avrebbe visto la donna darsi alla fuga nel corso del rogo con la cassa sottobraccio. Il marito, Jaques, per il quale era stato convalidato l’arresto per tre mesi, potrebbe tornare libero su cauzione. Le misure cautelari sono state decise su proposta della Procura generale del Vallese, a causa del rischio di fuga, unico elemento invocato dall’accusa. Nelle motivazioni, il giudice di garanzia precisa che, non avendo il pubblico ministero richiesto la carcerazione preventiva, tale misura restrittiva non poteva essere ordinata dal Tribunale, che ha sottolineato la presunzione di innocenza “fino al passaggio in giudicato di una sentenza di condanna”.
Nel frattempo, Tajani ha confermato che il governo italiano ha formalizzato l’intenzione di costituirsi parte civile, definendo tale scelta “giusta” per tutelare la memoria delle vittime italiane e garantire la presenza dello Stato in ogni fase del procedimento penale svizzero: “La tragedia di Crans-Montana è una tragedia dell’Italia intera e per questo il governo continuerà a battersi affinché sia fatta chiarezza e per esigere che ogni responsabilità sia accertata”. “Questa è una ferita che è stata inferta a tutto il Paese”, ha incalzato il ministro. A rafforzare le sue dichiarazioni è la risoluzione firmata dai capigruppo del Senato con la quale l’esecutivo si impegna “ad assicurare piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell’incendio” e lo vincola “a valutare la possibilità di prendere parte ai giudizi eventualmente instaurati sia in sede penale che in sede civile”. Il ministro ha poi spiegato l’angoscia provata durante il suo ingresso nel locale della tragedia: “centinaia di scarpe” a terra, i “giacconi”. “Ho percepito e condiviso un dolore così straziante”, ha aggiunto commosso.
Nei prossimi giorni invece, i genitori e i familiari delle vittime saranno ricevuti da papa Leone. Stando a quanto appreso, nella giornata di venerdì sono attesi a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Nel frattempo, sono emersi nuovi dettagli nelle indagini. Prima del 2015, per l’ex gestore del locale teatro della strage Le Constellation era una sala giochi. Jacques Moretti avrebbe in seguito trasformato il seminterrato mediante rilevanti interventi edilizi avviati senza l’esibizione di una domanda di concessione edilizia, ma inviando al Comune una semplice comunicazione. Inoltre, le immagini catturate dalle videocamere di sicurezza del locale parrebbero confermare che l’uscita di emergenza fosse ostruita da un mobile, probabilmente un tavolino.

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