La Russia prosegue la sua avanzata in Ucraina su tutta la linea del fronte e minaccia di conquistare anche l’ultimo agglomerato del Donbass ancora in mano all’esercito di Kiev, quello di Slaviansk-Kramatorsk. Inoltre, i russi hanno quasi completamente disabilitato la rete elettrica ucraina e presto lasceranno l’intero paese al buio. Ma, da Washington non arriva neanche una minima critica alla Russia. Anzi, di recente Trump ha affermato che é Zelensky che non vuole la pace in Ucraina e non Putin.
Cambiando completamente scenario, si sta assistendo alla campagna acquisti di Trump, che vuole annettere anche la Groenlandia, a spese di un paese europeo – la Danimarca. Come al solito, nei media mainstream é stata omessa una seria analisi geopolitica di questa pretesa territoriale degli Stati Uniti. Peccato, la faccenda é davvero enorme. Intanto, la Groenlandia é piena di risorse minerarie nel sottosuolo, fra cui petrolio e terre rare. E poi l’isola danese é molto importante dal punto di vista strategico e militare. Il Capo Morris Jesup della Groenlandia é il punto più vicino al Polo Nord di tutto il pianeta. Se gli Usa piazzassero basi missilistiche nel nord della Groenlandia, potrebbero colpire in pochi minuti le principali città della Russia. D’altra parte, i russi hanno basi missilistiche nel nord della Siberia, dalle quali possono tenere a tiro Canada e Stati Uniti, facendo transitare i missili dal Circolo Polare Artico. Inoltre, da qualche tempo Russia e Cina hanno inaugurato, complice il riscaldamento globale, la rotta commerciale artica per le loro navi porta container. E dalla Groenlandia gli Usa potrebbero disturbare le navi merci di Russia e Cina. Ma, sulle pretese di annessione americana della Groenlandia la Russia non ha emesso nemmeno una blanda nota di protesta. Che cosa significa tutto ciò, si tratta forse di un giallo internazionale? Viene da pensare che Trump e Putin ad Anchorage in Alaska abbiano concluso un accordo per spartirsi pezzi di Europa: in una simile ipotesi, alla Federazione Russa andrebbe l’Ucraina e agli Stati Uniti la Groenlandia. Certo, quello che si sono detti i due presidenti di Usa e Russia non si può sapere. Quello che appare però evidente é che si comportano come due compari, che non si mordono a vicenda. Entrambi poi dimostrano un comune disprezzo nei confronti dell’Europa, che é ormai la grande assente dall’agone politico internazionale.

