Valentino la camera ardente, gli omaggi all’imperatore della moda: interviste a Michele e Giammetti | Video

mercoledì, 21 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Musica classica, fiori bianchi e un silenzio composto. L’ultimo saluto a Valentino Garavani ha toccato il cuore di Roma, negli spazi di PM23 in piazza Mignanelli, dove la camera ardente dello stilista è diventata per tutta la giornata un luogo di raccoglimento, memoria e omaggio condiviso con circa 5000 persone che dalle ore 11 si sono susseguite. Il feretro è arrivato in mattinata, accolto da Giancarlo Giammetti, compagno di una vita e custode della sua eredità, insieme ai familiari più stretti e ai vertici della Fondazione Valentino-Giammetti. Un ingresso discreto, senza clamore, in linea con il tono intimo e misurato scelto per il commiato rappresentato anche dal bianco elegante che domina la sala.

Valentino camera ardente, le parole di Giammetti

“Valentino era un sognatore, lo stesso ragazzo che ho conosciuto”, ha detto Giancarlo Giammetti lasciando la camera ardente. “Nel suo lavoro era estremamente professionale, puntiglioso: doveva fare otto disegni in un’ora e li faceva, pretendendo che tutti fossero come lui. Nella vita privata invece era un sognatore”. Momenti di forte commozione si sono vissuti con l’arrivo di Vernon Bruce Hoeksema, ex compagno dello stilista, che ha lasciato la camera ardente con poche parole: “Sono devastato”, allontanandosi a bordo della stessa auto nera con cui era arrivato in mattinata insieme ai due carlini di Valentino. Un’immagine privata, intima, che ha rotto per un attimo la dimensione pubblica del lutto.

Tra i primi a rendere omaggio c’è stato Alessandro Michele, direttore creativo della maison, che ha parlato di “una grande perdita ma anche di un’eredità immensa”. “Io e Valentino non abbiamo lavorato insieme, sono arrivato quando lui non c’era già, ma mi è sempre sembrato una persona delicatissima, gentile, anche ironica. Lui è un grande padre fondatore, è mitologia pura”, ha detto uscendo dalla camera ardente, raccontando il peso simbolico di una presenza che si avverte ancora oggi attraversando le stanze dove il maestro ha lavorato.

A fare da sottofondo all’intera giornata, le note della musica classica, scelte personalmente da Valentino. Otto i brani selezionati, da Bach a Mozart, da Schubert a Fauré: “Air sulla IV corda”, “Corale Jesu” e “Joy of Man’s Desiring”, l’“Ave Maria”, la “Pavane op. 5”, “In Paradisum”, fino all’“Ave Verum Corpus” e all’“Adagio in Si minore K.540”. Un accompagnamento musicale che, insieme alle composizioni di fiori rigorosamente bianchi, ha restituito l’immagine di un commiato sobrio ed essenziale. “Ha curato i dettagli dei fiori e delle musiche”, ha spiegato Giammetti, ricordando come tutto fosse stato pensato direttamente dal maestro.

Il primo esponente delle istituzioni ad arrivare è stato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha ricordato lo stilista come “una personalità straordinaria” capace di incarnare lo spirito della Capitale. “Valentino ha incarnato Roma, ha portato la luce, i colori, la bellezza del mondo. Lo ricordiamo con emozione e con gratitudine per tutto quello che ha dato alla bellezza, quindi a tutta l’umanità”, ha detto, sottolineando come PM23 rappresenti “il suo ultimo regalo alla città”, destinato a diventare uno dei grandi spazi culturali della Capitale.

Valentino, arriva anche l’omaggio del governo

Nel corso della giornata è arrivato anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha parlato di “una giornata di raccoglimento, di doveroso omaggio e di grande dispiacere”, esprimendo anche un rammarico personale per non essere riuscito a congratularsi con Valentino per la mostra Venus, in corso proprio negli spazi di PM23 e ora sospesa per il lutto. “La sua storia di successo, la sua grandezza artistica, perché di un artista stiamo parlando, resterà nella gloria imperitura”, ha sottolineato, definendo Valentino una figura destinata a restare nella storia dello stile italiano, della qualità e dell’eccellenza creativa.

Parole condivise anche dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè, che ha definito Valentino “un grande italiano nel mondo, capace di interpretare al meglio il Made in Italy”, esprimendo “dolore, ringraziamento e orgoglio” per una figura che ha reso l’Italia ancora più famosa.

 

Tra i presenti anche Maria Grazia Chiuri, che ha ricordato il lato umano del maestro: “Era molto paterno, c’era un senso di comunità e di famiglia. Devo dirgli grazie per aver condiviso una parte di vita insieme”.

Fuori, in piazza e lunga coda per i na partecipazione trasversale che ha raccontato quanto Valentino abbia superato i confini dell’alta moda per diventare un simbolo culturale condiviso. Non solo uno stilista, ma un artista che ha trasformato la bellezza in linguaggio universale. E forse è proprio questo il senso della giornata a Piazza Mignanelli: non solo un addio, ma la celebrazione silenziosa di un’eredità destinata a restare. E le vetrine listate a lutto con fasce nere e rose rosse sono lo specchio di quanto abbia toccato quella che è diventata la sua città.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.