Groenlandia, Tajani: “Fatto tanto rumore…Trump pone tema giusto nel merito” | Video

giovedì, 22 Gennaio 2026
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Nessuna invasione della Groenlandia, ma un tema reale e strategico da affrontare sul piano della sicurezza internazionale. È la linea indicata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani,  lasciando il Senato, commentando le recenti dichiarazioni e mosse del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’isola artica.

Groenlandia, le parole del vicepremier Tajani

“Sulla Groenlandia in aula ho detto quello che dicevo già nel 2012: è fondamentale affrontare il discorso della sicurezza nell’Artico. Quello che ha detto Trump, in sostanza, era giusto. Il tema posto da Trump su materie prime e sicurezza internazionale è giusto, non siamo d’accordo sul fatto che si debba risolvere con un’invasione”, ha spiegato Tajani, chiarendo che “Trump stesso ha detto che non ci sarà più e si sta trovando un accordo in sede Nato, che ci sembra la cosa più intelligente”.

Il ministro ha ribadito che il destino della Groenlandia resta nelle mani dei groenlandesi e della Danimarca, nel quadro dell’unità della Corona, ma ha riconosciuto come la questione artica sia ormai centrale nelle dinamiche geopolitiche globali, soprattutto per l’accesso alle materie prime critiche e per la competizione strategica tra grandi potenze.

Il punto dopo Davos e le reazioni europee

Nelle scorse ore, a margine del World Economic Forum di Davos, è stato infatti annunciato un accordo quadro tra Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte proprio sulla Groenlandia. Un’intesa dai contorni ancora non del tutto definiti, ma che secondo quanto emerso garantirebbe agli Stati Uniti un “ampio accesso” al territorio groenlandese per finalità di difesa, inclusa la possibilità di rafforzare la presenza militare sotto l’ombrello Nato e di sviluppare programmi di difesa missilistica come il progetto “Golden Dome”. Trump, in cambio, avrebbe sospeso l’ipotesi di procedere a un’acquisizione diretta dell’isola e accantonato la minaccia di dazi commerciali contro la Danimarca e altri Paesi europei.

Da Copenaghen, la premier Mette Frederiksen ha tuttavia ribadito che “la sovranità e l’integrità territoriale della Groenlandia non sono negoziabili”, mentre lo stesso Rutte ha confermato che nei colloqui non si è mai parlato di un passaggio di proprietà. Anche il premier groenlandese ha voluto mettere un punto fermo: “Non so di cosa abbiano parlato Trump e Rutte, solo noi possiamo fare accordi”.

Le tensioni delle ultime settimane hanno avuto un forte impatto anche sul fronte europeo. L’Unione ha avviato una riflessione sulla propria strategia artica, valutando strumenti di difesa commerciale e politiche comuni per garantire l’accesso alle risorse e contrastare l’influenza russa e cinese nella regione. “Quando l’Europa non è divisa, quando restiamo uniti e quando siamo chiari e forti, anche nella nostra volontà di farci valere, allora i risultati si vedranno”, ha dichiarato Frederiksen a Bruxelles, parlando apertamente di una “lezione” per l’Ue.

Sulla stessa linea il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha ringraziato Trump per aver abbandonato i piani iniziali di annessione e per aver rinunciato ai dazi: “Tutto questo è il risultato dei nostri sforzi congiunti tra Europa e Stati Uniti per trovare insieme una via d’uscita”.

Al Consiglio europeo informale di Bruxelles è intervenuto anche Emmanuel Macron, sottolineando come l’unità europea abbia permesso di disinnescare l’escalation. “Abbiamo iniziato la settimana con minacce di invasione e minacce tariffarie, e siamo tornati a una situazione più accettabile. Quando l’Europa reagisce in modo unito, utilizzando gli strumenti a sua disposizione, può imporsi rispetto”, ha detto il presidente francese, ribadendo che l’obiettivo resta “la pace, la stabilità e un ordine internazionale calmo”.

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