Mancano quasi due anni alle elezioni amministrative per il sindaco di Roma del 2027, ma nel centrodestra il tema del Campidoglio è già entrato nel vivo. A sparigliare le carte è la Lega, primo partito della coalizione a rompere gli indugi e a mettere sul tavolo un nome: quello di Antonio Maria Rinaldi, economista ed ex europarlamentare, indicato come possibile candidato sindaco di Roma.
Elezioni sindaco Roma 2027, chi è Antonio Maria Rinaldi candidato ideale per Salvini
L’annuncio è arrivato in apertura della tre giorni leghista in Abruzzo, “Idee in Movimento”, l’evento con cui il partito di Matteo Salvini ha riunito a Roccaraso e Rivisondoli amministratori, ministri e rappresentanti della società civile. In una nota ufficiale, la Lega ha spiegato che “nelle prossime settimane ci sarà occasione per parlarne con gli alleati della coalizione di centrodestra”, proponendo il profilo di Rinaldi come “profondo conoscitore del territorio romano e dei suoi problemi”. Secondo il partito, la Lega “ha già una squadra forte da mettere al servizio della comunità ed è pronta ad amministrare Roma, risollevando la Capitale dalla cattiva gestione targata Gualtieri”.
Antonio Maria Rinaldi è un economista romano con una lunga carriera tra finanza, università e politica, diventato negli ultimi anni uno dei volti più riconoscibili del fronte sovranista in Italia. Laureato in Economia alla Luiss, ha lavorato per importanti realtà del settore finanziario e industriale, ricoprendo incarichi anche in Consob ed Eni, prima di intraprendere l’attività accademica come docente di economia politica e finanza. Allievo di Paolo Savona, si è affermato nel dibattito pubblico per le sue posizioni fortemente critiche verso l’Unione europea e la moneta unica, diventando un punto di riferimento per l’area euroscettica. Nel 2019 è stato eletto europarlamentare con la Lega, svolgendo il mandato nella commissione Affari economici e monetari di Bruxelles. Parallelamente all’impegno politico, Rinaldi è autore di saggi economici e commentatore frequente sui principali media nazionali, dove interviene sui temi di debito pubblico, politica monetaria e rapporti tra Italia e Ue.
Le reazioni degli alleati
Una mossa che non è passata inosservata e che ha immediatamente provocato reazioni tra gli alleati. Da Fratelli d’Italia, pur riconoscendo in Rinaldi “un profilo di tutto rispetto”, si sottolinea come la discussione sui nomi sia ancora prematura e debba essere affrontata solo dopo un confronto vero tra i leader della coalizione. Più dura la posizione di Forza Italia: “Apprendiamo questa proposta dalle agenzie, è una fuga in avanti che non aiuta a trovare il candidato migliore per la Capitale. Solo una provocazione”, fanno sapere fonti azzurre romane.
Tutte le voci per la destra, da Meloni a Malagò
Del resto, molti nel centrodestra continuano a ritenere che spetti proprio a Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione a livello nazionale, indicare il nome del candidato sindaco. Per mesi si è parlato di una possibile discesa in campo di Arianna Meloni, ipotesi che però al momento appare remota: la sorella della premier non sembrerebbe intenzionata a correre per il Campidoglio e punterebbe piuttosto alle politiche. Voci di corridoio hanno indicato come possibili alternative civiche come l’ex presidente del CONI Giovanni Malagò o fedelissimi della premier come l’attuale ministro dello Sport Andrea Abodi, ma entrambi hanno escluso categoricamente l’ipotesi.
In questo contesto, la mossa della Lega viene letta in due modi: da un lato come un tentativo di forzare il confronto interno alla coalizione e di aprire subito il dossier Roma, dall’altro come una scelta anche “anti-Malagò”, per evitare che prenda corpo una candidatura civica trasversale. C’è poi chi interpreta l’iniziativa semplicemente come un pressing per iniziare a parlare concretamente del futuro delle grandi città che andranno al voto nei prossimi anni.
Nel frattempo, mentre nel centrodestra il confronto è ancora tutto da aprire, Roberto Gualtieri ha già ufficializzato la propria ricandidatura. Forte di una maggioranza ampia e, al momento, dell’assenza di un avversario unitario, il sindaco uscente ha di fatto già avviato la sua campagna elettorale. E la partita per il Campidoglio, anche se lontana sulla carta, è ufficialmente cominciata.
