Antisemitismo, Noemi Di Segni (UCEI): “Vietare saluto romano. Casapound alla Camera? Stesso disagio già provato per Albanese” | Video

lunedì, 26 Gennaio 2026
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La nostalgia fascista “non può avere alcuno spazio”, nemmeno quando si manifesta attraverso gesti simbolici come il saluto romano. È l’appello lanciato da Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), intervenuta alla conferenza stampa nella sala polifunzionale di Palazzo Chigi dedicata alle iniziative per la Giornata della Memoria e alle proposte legislative contro l’antisemitismo e l’apologia dei regimi totalitari.

Antisemitismo, la video intervista a Noemi Di Segni

 

Di Segni ha ribadito la necessità di un rafforzamento delle tutele previste dalla legge, sottolineando come oggi l’ordinamento punisca la ricostituzione del partito fascista, ma non sia sufficiente a contrastare le forme di nostalgia che continuano a riemergere nello spazio pubblico. “Oggi è reato l’intento di ricostituire il partito fascista, ma per noi deve essere vietata anche la forma di nostalgia fascista, a prescindere dalla ricostituzione. Già alzare la mano nel saluto romano, richiamare simboli, cerimonie o costruire un business su quell’immaginario è un’offesa alla memoria”, ha spiegato.

Un linguaggio, secondo la presidente dell’Ucei, che “non riconosce categorie logiche, storiche, istituzionali e costituzionali e mette tutto in una situazione di pericolo e di rischio”, contribuendo ad alimentare un clima di rimozione e distorsione del passato. “L’offesa alla memoria significa negare ciò che è stato e separare la Shoah dalla violenza che l’ha prodotta”, ha aggiunto, sostenendo che anche la sola evocazione simbolica rappresenta una ferita alla storia e alla coscienza democratica del Paese.

Sul piano politico, Di Segni è intervenuta anche sull’iniziativa “Remigrazione e Conquista” in programma alla Camera il 30 gennaio, alla quale parteciperà il leader di CasaPound, Luca Marsella. “Come abbiamo espresso disagio quando è venuta Francesca Albanese, lo esprimeremo anche su CasaPound. Chi demolisce i presìdi costituzionali o utilizza un linguaggio che non riconosce e non rispetta categorie logiche, storiche e costituzionali, mettendo tutto in una condizione di pericolo e di rischio, alimentando nostalgie verso regimi, non troverà assolutamente spazio”, ha dichiarato.

Per la presidente dell’Ucei, dunque, la battaglia contro l’antisemitismo passa anche da una presa di posizione netta contro ogni forma di revisionismo e nostalgia, che non può essere tollerata né normalizzata. “L’offesa alla Shoah deve essere configurata come un comportamento vietato in quanto tale, anche quando si manifesta solo attraverso simboli o nostalgie”, ha concluso, “perché è una ferita alla storia e alla coscienza democratica del Paese”.

 

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