Calenda sull’ICE durissimo: “Sono come le SS. Tajani? Europeista non sta con Salvini” | Video

mercoledì, 28 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Carlo Calenda torna ad affrontare i principali temi della politica italiana e internazionale, dal rapporto con gli Stati Uniti alle dinamiche interne al centrodestra, passando per l’Europa, Forza Italia e la gestione dell’emergenza maltempo in Sicilia. Soprattutto torna ad attaccare duramente l’ICE e il vicepremier Matteo Salvini. Lo fa a margine della presentazione del libro I popolari, in Senato, dove avrebbe dovuto dialogare con Antonio Tajani che, per sopraggiunti impegni istituzionali, non ha potuto invece essere presente. È saltata così la scenetta tra i due che già avevamo visto domenica scorsa a Milano, con voci sempre più insistenti di un possibile ticket tra Azione e Forza Italia. Calenda si è comunque fermato a rispondere ai microfoni dei cronisti, tra cui Lo Speciale.

Calenda durissimo sull’ICE e Salvini

“Se condivido l’idea che l’Ice non sia come le SS? No, per me invece sono le SS, nel senso che sono dei delinquenti assassini, privi di training sufficiente per svolgere un lavoro delicatissimo”. Un giudizio durissimo, con cui il leader di Azione prende le distanze dalle parole di Tajani. “Non le vorrei vedere sul suolo italiano – aggiunge – e ritengo anche che, siccome noi siamo un paese in cui c’è un governo fortemente sovranista, che tiene alla dignità nazionale, dovrebbero fare lo sforzo di dire una volta no a Trump. Se provano a dire questa cosa, ‘no’, può essere scoprano un mondo nuovo”.

Il bersaglio principale resta però Matteo Salvini. Alla domanda sulle polemiche legate all’invito di esponenti di Casapound alla Camera, Calenda non usa giri di parole: “Secondo me Salvini dovrebbe solamente andarsene, non c’è alternativa”. Una critica che diventa quasi una definizione politica: “Salvini non è di estrema destra, sinistra o centro. Salvini è di ciò che gli conviene essere nel momento in cui gli conviene. Il che è persino peggio, perché almeno quelli che hanno le convinzioni hanno qualcosa. Lui non ha neanche quello”.

Sul convegno sulla “remigrazione” in programma alla Camera venerdì prossimo, il leader di Azione ribadisce la sua posizione senza attenuarla: “Secondo me Salvini dovrebbe solamente andarsene, non c’è alternativa. Non è di destra, estrema destra o centro, è di ciò che gli conviene essere in ogni momento. Ed è persino peggio, perché quelli che hanno le convinzioni almeno hanno qualcosa, lui non ha nemmeno quello”.

Il rapporto con Tajani e Forza Italia

Sul fronte dei rapporti con Forza Italia, Calenda prova a tenere una linea di equilibrio. Niente alleanze, ma dialogo nel perimetro europeo: “Io e Tajani non siamo alleati, facciamo parte di un gruppo, il suo Popolare, il nostro Liberale, che con quello socialdemocratico governano insieme in Europa”. Un confronto che, però, ha dei paletti ben chiari: “Se uno è liberale ed europeista, non può stare con gente come Salvini che è la quinta colonna di Putin”. E sottolinea: “Con Tajani ho sempre avuto un ottimo rapporto”.

La ricostruzione in Sicilia

C’è spazio anche per una riflessione sulla Sicilia e sull’emergenza legata al dissesto idrogeologico. Calenda esclude qualsiasi strumentalizzazione politica, ma insiste sulla necessità di un cambio di metodo: “Noi abbiamo proposto da sei mesi che la Sicilia venga commissariata, perché non funziona niente. L’ultima cosa che affiderei alla giunta Schifani è mettere a posto il dissesto idrogeologico. Servono tecnici competenti, altrimenti quei miliardi finiscono solo ad alimentare consenso”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.