Poliziotto pestato a Torino, il sindacato alza la voce: è attacco allo Stato?

domenica, 1 Febbraio 2026
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Ha un nome, un cognome e un volto il poliziotto che ieri sera è stato pestato a sangue da un gruppo di estremisti (di cui non sono ancora note le generalità) durante la manifestazione al corteo per lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino a pochi metri dal campus universitario Luigi Einaudi. Lui è Alessandro Calista, di soli 29 anni, proveniente da Padova aggredito brutalmente a calci e pugni, accerchiato e picchiato da un gruppo di manifestanti a volto coperto, che lo ha colpito anche con martelli e oggetti contundenti. Salvato in extremis da un collega. Per lui hanno espresso solidarietà Mattarella, governo e vertici della polizia. Uno degli episodi più gravi che ha avuto come protagonista un agente della Polizia di Stato. Calista in servizio presso il reparto Mobile di Padova è sposato e padre di un bambino, è stato ricoverato d’urgenza per le ferite e i traumi riportati. L’agente, dalle immagini eclatanti che hanno fatto il giro dei network nazionali e delle pagine social, ormai privo del casco, è riuscito a sottrarsi al linciaggio ed è stato soccorso da un collega. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani hanno sentito al telefono il poliziotto subito dopo gli scontri. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a quanto si apprende dal Quirinale, ha chiamato personalmente il ministro Piantedosi dopo i fatti, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell’ordine che hanno subito violenze. Dure arrivano immediate le parole del sindacato della polizia di Stato che a gran voce rivendica diritti, solidarietà e più protezione per chi agisce nelle strade per il bene dei cittadini e del Paese. Il militare, a quanto si apprende, ha avuto diverse ferite alle costole e al polpaccio, è stato preso a martellate. C’era anche una chiave inglese che nell’aggressione è caduta da qualche parte.“Sono stati dei terroristi che stanno cercando il morto”. Sono le parole dure e nette che ha usato contro i colpevoli del pestaggio Pasquale Griesi, segretario Fsp della Polizia di Stato. Il sindacato della polizia e delle forze dell’ordine si è subito schierato a favore di Calista condannando la gravità del gesto a favore di tutti gli agenti che in ogni ora pattugliando e sorvegliando le strade del Paese rimangono vittime di atti violenti come quello andato in scena a Torino. Un gesto da condannare duramente è il coro unanime giunto dai vertici di governo e polizia. Ancora senza volte e nome i colpevoli del gesto: Blu, Ugo, ma anche Kiwi e Mango: questi alcuni dei nomi in codice cui si chiamavano tra di loro i gruppi di incappucciati, mentre attaccavano le forze dell’ordine. Anarchici e autonomi, divisi dalle idee politiche, ma uniti durante l’assalto, il più cruento degli ultimi tempi andato in scena nel quartiere di Vanchiglia a Torino. Il giorno dopo si fa la conta dei feriti: tra di loro anche molti manifestanti.

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