Scontri Torino, in tre liberi con obbligo di firma. Scatta indignazione e slitta il pacchetto sicurezza

mercoledì, 4 Febbraio 2026
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Ai domiciliari con obbligo di firma, queste le misure che sono scattate da parte degli inquirenti per Angelo Simionato, il 22enne originario della provincia di Grosseto arrestato dalla Digos perché sospettato di avere preso parte all’aggressione di Alessandro Calista il poliziotto pestato lo scorso 31 gennaio a Torino dopo il corteo per lo sgombero del centro sociale Askatasuna. La decisione è stata presa dal gip del tribunale all’esito dell’udienza di convalida, dove il giovane ha rilasciato dichiarazioni. A quanto pare ci sarebbero indizi a carico del 22enne rispetto al suo coinvolgimento nella giornata del 31 gennaio. Oggi giunge anche anche la notizia che sono stati scarcerati con obbligo di firma altri due arrestati per gli incidenti avvenuti durante la stessa manifestazione. Si tratta di Matteo Campaner e Pietro Desideri, arrestati anche loro con la grave accusa di resistenza a pubblico ufficiale. “Siamo contenti della decisione del giudice, anche se riteniamo di essere del tutto estranei agli incidenti. Per questo valuteremo la possibilità di ricorrere al tribunale del riesame”. Queste le parole lapidarie d Stefano Coppo, legale difensore di Campaner, trentacinquenne di Grugliasco in provincia di Torino. L’uomo resta indagato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. All’udienza di convalida, oltre ad avere negato qualsiasi coinvolgimento in azioni contro le forze dell’ordine, si era detto inorridito dall’aggressione al poliziotto Alessandro Calista messa in atto da una mezza dozzina di dimostranti. Ovviamente dopo le decisioni di inquirenti e giustizia infuria l’indignazione da più parti. Rimangono impuniti pur essendo coinvolti nei fatti o sconteranno la pena come dovrebbero? Il tutto rimane in una nebulosa. Le indagini vanno avanti e intanto arrivano le prime indignazioni da parte del Governo. Il primo ad esprimersi è Piantedosi che tuona: “Chi sfila con i delinquenti offre impunità”. Salvini grida: “Vergogna!”. Secondo la Schlein si tratta di mera strumentalizzazione e intanto le discussione sul pacchetto sicurezza slittano di 24 ore.

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