Grande risultato al Bambin Gesù: 8 bambini salvi da malattie autoimmuni 

giovedì, 5 Febbraio 2026
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Otto giovani pazienti con gravi malattie autoimmuni che non rispondevano alle terapie convenzionali hanno potuto interrompere totalmente le cure immunosoppressive. Oggi sette sono in remissione completa, senza alcun segno di malattia dopo due anni, mentre l’ottavo, con sclerosi sistemica giovanile, mostra un miglioramento importante. Un grandissimo risultato arriva oggi dal nosocomio romani Bambin Gesù fiore all’occhiello ed eccellenza in ambito di sanità dell’infanzia. Un ottimo traguardo in ambito di trattamento delle malattie autoimmuni pediatriche gravi ottenuto con le cellule Car-T. I numeri definitivi di questo studio con un follow-up di oltre 24 mesi, coordinato dall’Ospedale Bambino Gesù in collaborazione con l’Università Erlangen, sono stati pubblicati sulla rivista internazionale: “Nature Medicine”. Le malattie autoimmuni oggi sono malattie caratterizzate da un’aggressione del sistema immunitario, che invece di difendere l’organismo da agenti patogeni, come batteri e virus, aggredisce i tessuti sani di un individuo scambiandoli per estranei e pericolosi. Questo malfunzionamento causa un processo infiammatorio che interessa potenzialmente qualsiasi parte del corpo, inclusi organi vitali quali il rene e i polmoni, le articolazioni, la pelle, i vasi sanguigni e altri tessuti. Gli otto giovani pazienti coinvolti nello studio, sette femmine e un maschio con età tra i 5 e i 17 anni, 5 dei quali trattati con le cellule Car T dagli specialisti dell’Ospedale della Santa Sede, erano affetti da forme particolarmente aggressive di malattie autoimmuni a esordio pediatrico. Tutti presentavano una storia clinica complessa, caratterizzata da risposta parziale o solo temporanea a numerosi trattamenti immunosoppressivi e da un grave coinvolgimento di organi vitali, come reni e polmoni, con episodi potenzialmente letali in più di un caso. Oggi sono salvi e la ricerca può davvero brindare al grande risultato doppiamente riuscito perché si tratta di giovani vite salvate dalla patologie fino a ieri considerata letale.

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