È un racconto di caduta e rinascita ambientato nel cuore pulsante della Motor Valley emiliana: Motorvalley, la nuova serie originale Netflix in sei episodi, promette adrenalina, emozione e personaggi imperfetti in cerca di riscatto. Presentata a Roma, all’e-Gokart di The Space Parco de’ Medici, la serie sarà disponibile dal 10 febbraio 2026 e porta sullo schermo il mondo del Campionato Italiano Gran Turismo, tra Imola e Mugello, con una storia che intreccia sport, passioni e ferite personali. Scritta da Francesca Manieri e prodotta da Matteo Rovere per Groenlandia, la serie vede protagonisti Luca Argentero, Giulia Michelini e Caterina Forza.
Mortovalley su Netflix, le parole di Luca Argentero e del cast
Luca Argentero svela cosa abbia rappresentato per lui questa storia: “È una storia di riscatto, il mio è un personaggio che parte sconfitto e ha la possibilità di tirare su la testa. Con altri due personaggi che hanno qualcosa da riconquistare. Esiste un triangolo bizzarro all’inizio, poi invece si crea una squadra che funziona. Ho ricevuto una proposta interessante da Matteo, un personaggio diverso da quelli che ho interpretato finora. Sono abituato ad ambienti più consolatori, invece questo è diverso ed era bello provarci”.
Per l’attore è anche un modo per allontanarsi dall’immagine rassicurante di Doc: “Nella mia carriera la presenza di Doc è molto ingombrante e con Motorvalley provo qualcosa di diverso. Ma non è un modo per liberarmi del camice: io non mi devo liberare di nulla. Questa fiction mi ha fatto entrare nel cuore delle persone e mi ha donato il loro affetto. Qui interpreto un ex pilota rotto dentro, meno consolatorio, in cerca di riscatto”.
Giulia Michelini interpreta Elena, erede di una scuderia storica: “Non vivo grande competizione sul lavoro, ognuno ha la propria storia. Basta guardarsi dentro per capire che non ha molto senso entrare in competizione. Non credo di essere una Elena Dionisi, non ho il coltello tra i denti”.
Il suo personaggio, però, è spinto da una fame diversa: il bisogno di dimostrare a se stessa e alla propria famiglia di meritare quel posto, anche a costo di rischiare tutto in pista.
Per Caterina Forza, Blu è la più istintiva del trio: “Sul lavoro non sono competitiva, ma in tutto il resto lo sono molto, soprattutto nei giochi da tavolo. Io sono cresciuta in una famiglia dove non si guardava il calcio, ma la MotoGP”.
Sul confronto con Matilda De Angelis: “Sono una fan di Veloce come il vento e ho preso ispirazione, ma qui raccontiamo una storia nuova”.
A dieci anni da Veloce come il vento, Matteo Rovere torna nel mondo delle corse come regista e sceneggiatore: “Quella terra mi è rimasta nella pelle. L’Emilia-Romagna ha caratteristiche uniche. Noi cerchiamo luoghi dove l’epicità abbia qualcosa di realistico. Le passioni possono diventare qualcosa che si fa per vivere. La Motor Valley è come Hogwarts, una Terra di Mezzo. Qui le automobili volano, le cose prendono fuoco, siamo sempre un po’ nel Signore degli Anelli, con momenti da Harry Potter”.
Il regista rivendica anche l’ambizione produttiva: “In Italia si possono raccontare storie nuove, diverse da quelle a cui siamo abituati. Netflix ci ha dato una grande mano e io spero davvero in una seconda stagione”.
Tra auto che sfrecciano, fiamme, incidenti e relazioni fragili, Motorvalley punta a portare la serialità italiana su un terreno più spettacolare e internazionale, senza rinunciare al cuore emotivo dei personaggi. Una corsa contro il tempo, ma soprattutto contro se stessi.



