Decreto Bollette, Pichetto Fratin: “Stiamo finendo la stesura, prossima settimana in CdM” | Video

mercoledì, 11 Febbraio 2026
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Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin è intervenuto a margine dell’evento “Beyond Climate ”, all’Auditorium della Tecnica di Confindustria a Roma, dove ha fatto il punto sui principali dossier energetici, dal decreto energia in preparazione alle dinamiche dei prezzi del gas, fino ai temi della competitività europea e della sicurezza del territorio. Il ministro ha anche fatto il punto sui nuovi strumenti di monitoraggio ambientale, soffermandosi infine sulla situazione della frana di Niscemi. Le sue parole raccolte da Lo Speciale.

Decreto Bollette, Pichetto – Fratin rassicura: “È in arrivo”

 

Sul decreto energia, Pichetto Fratin ha spiegato che il provvedimento è ormai in dirittura d’arrivo, anche se non sarà pronto per il Consiglio dei ministri della giornata. “L’intenzione è quella di dare la certezza per il prossimo Consiglio dei ministri, oggi pomeriggio non arriviamo in tempo perché ci sono ancora alcune piccole valutazioni”, ha detto, chiarendo che il testo “è in fase di stesura finale e di valutazione da parte della Ragioneria dello Stato, rispetto a quelle che sono le certezze finanziarie”. Il ministro ha quindi confermato i tempi: “Lo stiamo chiudendo: posso dire fin d’ora che sicuramente per la prossima settimana arriverà in Consiglio dei ministri”. In linea dunque con quanto detto dalla premier Meloni, che la scorsa settimana aveva parlato di “due settimane” per avere il provvedimento tanto atteso.

Guardando al prossimo vertice europeo sulla competitività, il ministro ha sottolineato la necessità di un maggiore coordinamento tra gli Stati membri sul fronte energetico. “La sintesi la deve fare la Presidenza del Consiglio. Sull’energia si manifesta la necessità di avere un raccordo maggiore in ambito europeo. Non si può parlare di unità europea e poi avere ognuno il suo binario, dove qualcuno gode molto, e altri ne pagano le conseguenze”, ha osservato.

Il tema dell’energia resta strettamente legato all’andamento dei prezzi. Pichetto Fratin ha ricordato che negli ultimi mesi si sono registrate forti oscillazioni: “C’è stata un’oscillazione molto forte del gas”, ha spiegato, sottolineando che “c’è un mercato che non ha una stabilità e quando non c’è una stabilità è automatico che ne risentano i prezzi”. Tra i fattori che incidono, ha aggiunto, vi sono sia elementi geopolitici sia climatici, richiamando “la situazione in Ucraina che continua a esserci”, oltre all’aumento “del periodo freddo in Europa e del periodo freddissimo in America”, cioè “fenomeni nazionali e internazionali che influiscono sul prezzo finale”.

Sul fronte degli stoccaggi, il ministro ha confermato che l’obiettivo del 90% al primo novembre resta valido per l’Italia. “Per noi va bene il 90% anche perché siamo il Paese che può superarlo tranquillamente”, ha spiegato, precisando che la riflessione riguarda soprattutto il contesto europeo, dove il problema potrebbe essere diverso. “Noi sappiamo bene che il problema italiano non è un problema quantitativo, il problema europeo potrebbe essere un problema quantitativo e comunque l’entità degli stoccaggi ha riflessi sul prezzo”, ha detto, ricordando che “il calo degli stoccaggi crea quella che è la tensione di mercato e un aumento dei prezzi”.

Il ministro ha anche accennato alle misure allo studio nel decreto energia per sostenere imprese e sistema produttivo, confermando alcune indiscrezioni. A chi gli chiedeva se gli interventi previsti sarebbero stati inseriti nel provvedimento, ha risposto: “Dico sì, ma non intaccherà gli stoccaggi del prossimo inverno”, aggiungendo con cautela, sulle modalità operative, che “qualche sorpresa devo lasciarla”.

Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il progetto Sim, sistema avanzato integrato di monitoraggio e previsione, che secondo Pichetto Fratin rappresenta uno strumento particolarmente rilevante per il territorio italiano. “Questo sistema di monitoraggio ha importanza per un paese come l’Italia, immerso nel Mediterraneo con due terzi di territorio collinare-montano”, ha spiegato, sottolineando che la tecnologia consente di avere “attimo per attimo, lo stato del movimento terrestre e di quelle che sono le condizioni del mare, quindi la fotografia della situazione reale”. Informazioni che, ha aggiunto, devono permettere alla pubblica amministrazione e anche ai soggetti privati “di mettere in atto tutte le azioni con la giusta tempestività ed efficacia necessarie per intervenire”.

Infine, rispondendo a una domanda sulla frana che ha colpito Niscemi, in Sicilia, il ministro ha ribadito che la priorità è il monitoraggio e la gestione delle conseguenze. “Non è che si può tornare indietro, perché la frana c’è e non si può fermare con un’azione, con un decreto del governo”, ha osservato, spiegando che in questa fase è necessario “monitorare qual è lo stato di avanzamento della frana” e “valutare quelli che sono interventi di demolizione volontaria”. Accanto a questo, ha concluso, resta “tutta la parte che riguarda gli indennizzi o gli aiuti al sistema”.

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