La “tigre” di La Salle è tornata a ruggire sull’Olimpia delle Tofane, sbaragliando la concorrenza.
Sulla pista di Cortina d’Ampezzo Federica Brignone vince il gigante femminile scrivendo un’altra, incredibile, pagina dello sport mondiale che la proietta ancor di più nella leggenda. La sciatrice azzurra si mette al collo il secondo oro in queste Olimpiadi grazie a due manche superbe. Il risultato non è mai stato in discussione: mentre le avversarie arrancavano, rischiavano e forzavano, lei sembrava scendere giù in scioltezza, gestendo i passaggi più tecnici con precisione e sicurezza.
Alle sue spalle si sono classificate, seconde a pari merito, la svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund che, dopo l’arrivo di Brignone sul traguardo, l’hanno omaggiata inchinandosi al cospetto della nostra sciatrice. Menzione di merito per Lara Della Mea: l’atleta di Tarvisio, grazie a un’eccellente seconda manche, ha chiuso al quarto posto a soli cinque centesimi dal podio.
La vittoria di Federica Brignone giunge in una domenica di febbraio che resterà scolpita nella storia del nostro sport, perché oggi l’Italia ha superato il suo record nel medagliere dei Giochi invernali. Nel 1994 a Lillehammer, infatti, avevamo conquistato sette ori e 20 medaglie totali. Oggi, quando le Olimpiadi di Milano-Cortina sono arrivate soltanto a metà, abbiamo già toccato quota 22 medaglie, di cui 8 d’oro.
Il “pareggio” nel medagliere realizzato da Brignone era stato preceduto nel corso della mattinata dal bronzo nello sci di fondo della staffetta maschile 4×7,5 km. Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino, autore di un’esaltante rimonta nel finale ai danni della Finlandia, hanno ottenuto il terzo posto, alle spalle di Norvegia e Francia. Il sorpasso, invece, è stato realizzato grazie all’argento conquistato nello snowboard cross a squadre miste da Michela Moioli e Lorenzo Sommariva.
Proprio quando sembrava che la giornata avesse già offerto il meglio, da Anterselva arrivava l’ottavo oro per l’Italia. Lisa Vittozzi, grazie a una prova da cecchina infallibile, ha vinto la prova dell’inseguimento, ottenendo la prima vittoria assoluta ai Giochi per il biathlon italiano.
È stato un susseguirsi di risultati che hanno confermato la crescita del nostro movimento e il ruolo di protagoniste assolute delle atlete azzurre in queste Olimpiadi: sei degli otto ori raccolti, infatti, sono stati ottenuti da atlete (o squadre femminili).
La giornata è stata anche segnata anche dall’emozionante gesto del biatleta francese Emilien Jacquelin, giunto terzo nella gara a inseguimento maschile. Prima di tagliare il traguardo, Jacquelin ha mostrato al pubblico l’orecchino del suo idolo Marco Pantani (morto il 14 febbraio di 22 anni fa), donatogli dalla mamma del “Pirata”, e ha omaggiato la memoria del grande ciclista indicando il cielo con lo sguardo e le mani. Momenti da brividi, emozioni che solo le Olimpiadi sono in grado di regalare.
