Israele, Netanyahu fa pressing su annessioni. Alta tensione, aggredite due soldatesse

lunedì, 16 Febbraio 2026
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Sale la tensione in Israele e l’ultimo atto del governo di Bibi Netanyahu spinge per autorizzare, per la prima volta dal 1967, l’avvio di un processo di registrazione dei terreni occupati in Cisgiordania dichiarandoli come “proprietà statale”. Questo se i palestinesi non saranno in grado di dimostrarne la loro, di proprietà. Il piano, proposto dal ministro delle Finanze, di estrema destra, Bezalel Smotrich, dal ministro della Giustizia Yariv Levin e dal ministro della Difesa Israel Katz, è stato molto criticato perché è un’annessione illegale di zone della Cisgiordania, un territorio che secondo la comunità internazionale appartiene ai palestinesi ma che Israele di fatto controlla e governa. Il nuovo processo di registrazione, che potrebbe iniziare già da quest’anno, riguarderà la cosiddetta Area C, una delle tre aree in cui il territorio venne suddiviso quando furono firmati  gli accordi di Oslo negli anni ’90. L’Area C della Cisgiordania, costituisce circa il 60 per cento dell’intero territorio su cui Israele esercita un controllo soprattutto militare e ci vivono più di 300 mila palestinesi. E’ di queste ore invece la notizia che ci sono state aggressioni soprattutto alle soldatesse israeliane inseguite da una folla di ultraortodossi che criticavano il dress code militare delle donne soldato. Una soldata per fuggire ai suoi aggressori, a quanto riferiscono i media locali,  ha dovuto nascondersi nei cassonetti dell’immondizia, quando la folla di ultra ortodossi le ha inseguite, infatti i fanatici a Bein Brak non possono vedere una ragazza in divisa. Di fatto reagiscono a qualunque divisa si avventuri in questa cittadina alle porte di Tel Aviv e si comportano come se fosse un regno autonomo dalla legge dello Stato. Ad aiutare le due militari la polizia con le squadre anti sommossa. Ci sono stati subito dopo dei pesanti scontri che hanno portato a 22 arresti. Dure le parole del premier Nethanyau: “Hanno passato una linea rossa si tratta di una minoranza di estremisti che non rappresenta tutta la comunità”.  Arriva anche il commento di Eyal Zamir Capo di Stato Maggiore israeliano che conferma: “La situazione in cui i soldati israeliani, uomini e donne, non possono muoversi liberamente in questo Paese è inaccettabile”. I fatti dimostrano che due anni di guerra a Gaza hanno dimostrato quanto sia necessario integrare gli ultraortodossi nell’esercito per aumentare il numero di effettivi. Intanto Nethanyau è entrato in campagna elettorale verso il voto previsto entro l’autunno. Da una parte non vuole scontentare gli alleati religiosi, dall’altra sta promuovendo una serie di iniziative del governo che a quanto dicono in molti nel suo stesso esecutivo: “Stanno uccidendo l’idea di uno Stato palestinese”. Ieri i ministri hanno approvato un fondo di quasi 700 mila euro da usare per la registrazione delle terre nell’Area C in Cisgiordania, quella sotto totale controllo israeliano secondo gli accordi siglati a Oslo nel 1990.

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