Metro C partono i lavori per la nuova tratta, ma per Metro D nessuna certezza | Video

mercoledì, 18 Febbraio 2026
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Partiranno mercoledì prossimo le prime cantierizzazioni della tratta T2 della Metro C, mentre per la tratta T1 l’avvio dei lavori è previsto entro il mese di luglio. L’annuncio è arrivato in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, durante la presentazione dei progetti alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dell’assessore alla Mobilità Eugenio Patané, della commissaria straordinaria per la linea C Maria Lucia Conti e dei rappresentanti delle società coinvolte nella realizzazione dell’opera.

Metro C, Gualtieri promette arrivo a Farnesina

Le nuove fermate previste nelle tratte T2 e T1 saranno Chiesa Nuova, Castel Sant’Angelo/Piazza Pia, Ottaviano, Mazzini, Auditorium e Farnesina. Proprio sul fronte delle tempistiche, il Campidoglio punta a chiudere i lavori dell’intera tratta fino a Farnesina con un anticipo rispetto alle previsioni iniziali. “Apriamo i cantieri e presentiamo il progetto delle nuove stazioni dopo un percorso lungo e complesso che oggi ci consente di partire”, ha spiegato Gualtieri, ricordando che la consegna delle aree è imminente e che l’obiettivo resta quello di completare l’opera in circa dieci anni, provando a terminare nel 2036 anziché nel 2037.

Per quanto riguarda l’impatto sulla circolazione, l’assessore Patané ha assicurato che la fase di cantierizzazione è stata studiata per limitare al massimo i disagi, soprattutto nelle zone di maggior pregio urbano come l’area di Castel Sant’Angelo e piazza Pia, recentemente riqualificate. “Gli interventi comporteranno principalmente restringimenti localizzati, in particolare su viale Mazzini e corso Vittorio Emanuele, senza modifiche sostanziali alla viabilità”, ha spiegato, precisando che eventuali cambiamenti temporanei potranno riguardare gli attraversamenti pedonali o la sosta, in relazione alle diverse fasi dei lavori.

Lo sguardo dell’amministrazione è rivolto anche oltre Farnesina. Il sindaco ha confermato che sono in corso valutazioni per prolungare la linea fino a Grottarossa, un intervento che richiederebbe investimenti stimati in circa 2,5 miliardi di euro. “L’idea è arrivare a far partire i lavori del prolungamento prima ancora di chiudere il cantiere attuale, ma sarà necessario individuare le risorse”, ha osservato Gualtieri, ricordando che il progetto della stazione Farnesina è già stato concepito in modo da consentire l’estensione futura della linea e un possibile diramazione verso Tor di Quinto.

Durante la presentazione è stato inoltre annunciato che la fermata intermedia tra Ottaviano e Chiesa Nuova prenderà il nome di Castel Sant’Angelo/Piazza Pia. Sia questa stazione sia quella di Chiesa Nuova saranno realizzate come archeo-stazioni, sul modello di quelle già previste a Porta Metronia e Colosseo, con spazi destinati alla valorizzazione dei reperti che emergeranno durante gli scavi.

Infine, sul fronte del materiale rotabile, Patané ha reso noto che i primi sei dei diciassette nuovi treni destinati alla Metro C dovrebbero entrare in servizio all’inizio del 2027, contribuendo a potenziare la capacità della linea in vista delle future estensioni.

Futuro nero per la Metro D?

“Noi quando siamo arrivati abbiamo trovato un proponente che era vincitore di una gara per un project financing per un progetto molto vecchio che addirittura era datato 2010, che il cui costo era insomma intorno ai 3,5 miliardi e che oggi è arrivato a 11 miliardi quindi non sostenibile”. Lo ha dichiarato Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità di Roma Capitale, parlando della situazione del progetto Metro D a margine della conferenza illustrativa sul crono lavori della C.

Il progetto della Metro D, con un costo stimato di 3,5 miliardi di euro nel 2010, è ormai superato e insostenibile, con costi attuali che si attestano intorno agli 11 miliardi. L’amministrazione capitolina sta finalizzando un nuovo “Documento delle Alternative Progettuali” (DOCFAP) per ridefinire il tracciato e l’interesse pubblico.
Su indicazione del sindaco, il DOCFAP è stato rifatto e l’amministrazione ha individuato uno dei sei tracciati presi in considerazione.

“Roma Metropolitana sta finendo la redazione del DOCFAP. Noi speriamo che nel corso di un mese, verso metà marzo, possiamo avere la definitiva approvazione del DOCFAP”, ha affermato l’assessore.

Successivamente, si aprirà un confronto con il vincitore del project financing del 2010. “Gli dobbiamo che l’interesse pubblico a livello trasportistico si è modificato ed è questo quello che noi vorremmo realizzare. In caso di mancato accordo, Roma Metropolitane farà il piano, il progetto di fattibilità tecnico economica della prima tratta, che è quella Nomentana Nemorense, che ha un costo di circa 100 milioni di euro per il solo progetto”, ha concluso.

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