C’è un filo rosso che attraversa la 76esima edizione del Festival di Sanremo: il debutto. Dal 24 al 28 febbraio 2026, sotto la conduzione di Carlo Conti affiancato da Laura Pausini, il Teatro Ariston accoglierà dieci artisti alla loro prima partecipazione in gara. Un gruppo eterogeneo per linguaggi, generazioni e provenienze, che restituisce l’immagine di una scena italiana in continua trasformazione, sospesa tra pop d’autore, rap, indie e nuove contaminazioni.
Tra i nomi più attesi figurano Le Bambole di Pezza, quintetto femminile che porterà sul palco Resta con me. Il gruppo, che ha costruito la propria identità su un’estetica pop-rock ironica e dichiaratamente femminile, promette una serata delle cover dal forte impatto simbolico: insieme a Cristina D’Avena proporrà la sigla di Occhi di gatto, riletta in chiave contemporanea. Un omaggio alla cultura pop anni Ottanta che dialoga con l’immaginario di più generazioni.
Debutto all’Ariston anche per Chiello, nome d’arte di Rocco Modello, classe 1999. Dopo l’esperienza nel collettivo FSK Satellite e tre album solisti – Oceano paradiso (2021), Mela marcia (2023) e Scarabocchi (2025) – l’artista presenterà Ti penso sempre. Il 20 marzo è atteso il suo quarto lavoro, Agonia, ulteriore tappa di un percorso che intreccia malinconia generazionale e tensione melodica. Nella serata delle cover duetterà con Morgan in Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco, scelta che suggerisce un dialogo con la tradizione più intima e cantautorale del Festival.
Dal successo radiofonico di Non è mica te arriva all’Ariston Eddie Brock (Edoardo Iaschi), che proporrà Avvolti. Dopo l’album d’esordio Amarsi è la rivoluzione, pubblicato lo scorso maggio, il cantautore si confronta con il palco più esposto della musica italiana. Per le cover ha scelto di condividere Portami via con Fabrizio Moro, in un passaggio di testimone tra due sensibilità narrative affini.
Prima volta in gara anche per Luchè, tra i nomi più influenti del rap italiano degli ultimi anni. Con Labirinto porterà all’Ariston una scrittura urbana ormai consolidata da album come Malammore (2016), Potere (2018) e Dove volano le aquile (2022). Il duetto con Gianluca Grignani nella serata del 27 febbraio promette un incontro tra generazioni e linguaggi che potrebbe rivelarsi uno dei momenti più curiosi dell’edizione.
In gara anche la coppia Maria Antonietta e Colombre, unione artistica e sentimentale che presenterà La felicità e basta, brano incluso nella ristampa del joint album Luna di Miele. La loro poetica, sospesa tra delicatezza indie e scrittura intimista, troverà ulteriore spazio nella cover de Il mondo di Jimmy Fontana insieme a Brunori Sas, scelta che rimanda alla grande tradizione melodica italiana.
Il versante hip hop è rappresentato anche da Nayt (William Mezzanotte), che salirà sul palco con Prima che. Dopo il disco d’oro ottenuto nel 2024 con Lettera Q, il rapper romano continua un percorso di maturazione lirica e sonora. Nella serata delle cover interpreterà La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De André con Joan Thiele, in un confronto che chiama in causa la profondità poetica della scuola genovese.
Tra i debuttanti figura Samurai Jay (Gennaro Amatore), in gara con Ossessione. Reduce dal successo estivo di Halo con Vito Salamanca, l’artista proporrà per le cover una versione di Baila morena di Zucchero insieme a Belén Rodriguez e Roy Paci, puntando su un’esibizione dal respiro internazionale e dal forte impatto scenico.
Dopo aver dominato le classifiche estive con Sto bene al mare insieme a Marco Mengoni e Rkomi, Sayf debutta a Sanremo con Tu mi piaci tanto. La sua serata delle cover lo vedrà accanto ad Alex Britti e Mario Biondi in Hit the Road Jack, classico rhythm and blues che apre a sonorità soul e black, terreno ancora poco battuto negli ultimi anni del Festival.
Tra i nomi più noti al grande pubblico c’è Tommaso Paradiso, per la prima volta in gara come solista con I romantici. Dopo l’esperienza con i Thegiornalisti e tre album – Space Cowboy (2022), Sensazione stupenda (2023) e Casa Paradiso (2025) – il cantautore affronta l’Ariston con un repertorio ormai consolidato. Nella serata delle cover si esibirà con gli Stadio in L’ultima luna, in un ideale dialogo con la tradizione pop-rock italiana.
Chiude la lista dei debuttanti Tredici Pietro, all’anagrafe Pietro Morandi, in gara con Uomo che cade. Dopo il successo estivo di Che gusto c’è con Fabri Fibra, l’artista porterà sul palco una scrittura che intreccia rap e introspezione. Per le cover ha scelto Vita di Gianni Morandi e Lucio Dalla, eseguita con Galeffi, Fudasca & Band: un omaggio che, per ragioni biografiche e musicali, assume un valore particolare.
Dieci debutti che non sono soltanto un ricambio generazionale, ma il segnale di un Festival sempre più attraversato da linguaggi diversi. Tra citazioni colte, omaggi alla tradizione e aperture internazionali, Sanremo 2026 si prepara così a raccontare, ancora una volta, lo stato dell’arte della canzone italiana.
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