Quello che da giorni sembrava ormai ineluttabile è accaduto.
Il Direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell’Amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, e lascerà l’incarico al termine dei Giochi invernali di Milano-Cortina.
Una decisione, quella assunta da Petrecca, che appariva non più rinviabile dopo la bufera politico-mediatica seguita alla sua contestata telecronaca della cerimonia inaugurale del 6 febbraio, definita “disastrosa” da numerosi giornalisti e commentatori. Ne erano seguiti giorni infuocati: dichiarazioni, commenti e stroncature. L’Ad della Rai aveva provato a gettare acqua sul fuoco il 9 febbraio, incontrando Petrecca per chiedergli un’assunzione di responsabilità per quanto avvenuto ma, al contempo, aveva invitato la redazione alla calma, evitando strumentalizzazioni e personalismi.
Messaggio rispedito al mittente: nella stessa giornata i giornalisti e le giornaliste di Rai Sport annunciavano il ritiro delle firme da servizi, collegamenti e telecronache fino alla conclusione delle Olimpiadi. A seguire sarebbero stati proclamati tre giorni di sciopero.
Così, mentre milioni di italiani erano incollati ai canali Rai per assistere ai Giochi e alle imprese dei nostri atleti, i giornalisti in conduzione leggevano ai telespettatori il comunicato sindacale che riportava le ragioni della protesta. La dichiarazione veniva ripetuta da undici giorni, dalla mattina alla sera, e sarebbe stata replicata anche in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, altro momento clou dell’evento. Uno stillicidio.
Andare avanti così era ormai diventato impossibile ed è arrivato il passo indietro di Petrecca.
Resta da capire se questo ultimo atto sia stato frutto di una scelta spontanea o se, piuttosto, gli sia stato fatto capire che non era più difendibile.
Un segnale in tal senso potrebbe averlo fornito lo stesso Petrecca che oggi, sui suoi social, ha pubblicato una storia con il quadro di Guido Reni San Matteo e l’Angelo e una citazione: il versetto Mt 26, 20-29 del Vangelo di Matteo. Si tratta del passo nel quale Gesù, durante l’Ultima Cena, rivolge agli apostoli la celebre frase: «In verità vi dico: uno di voi mi tradirà».
Un messaggio sibillino ma, al contempo, chiaro: in questa vicenda c’è lo zampino di Giuda.
