Rogoredo, via la divisa a Cinturrino. Parla il Capo della Polizia Pisani

mercoledì, 25 Febbraio 2026
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Sono parole forti quelle del Capo della Polizia, Vittorio Pisani contro l’agente Carmelo Cinturrino reo di aver ucciso il giovane pusher ventottenne a Rogoredo nelle settimane scorse.  Lo chiama delinquente, ha tradito il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma il caso è chiaro e di estrema gravità, ha sottolineato Pisani ai media che lo hanno intervistato e secondo lui l’agente va destituito subito. Anche se il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo, l’azione disciplinare deve essere tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato, questo il succo della sua posizione. Sono parole che arrivano come una mannaia sull’assistente capo Cinturrino reo dell’uccisione del giovane Abderrahim Mansouri. Subito dopo il fermo disposto dall’autorità giudiziaria, il capo della Polizia ha dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla Polizia di Stato. E intanto  continuano a emergere nuovi dettagli sull’omicidio di Rogoredo e sulla morte di  Abderrahim Mansouri. Cinturrino fermato per l’omicidio, ha raccontato che è stata la paura che lo ha portato a premere il grilletto della pistola di ordinanza e a inquinare la scena del crimine. Quando ha capito che il giovane stava morendo, ha realizzato le conseguenze a cui sarebbe andato incontro e ha perso la testa. Dunque, ha chiesto al collega di andare in commissariato a prendere la borsa in cui dentro, come si è poi scoperto, c’era la finta Beretta. Durante l’interrogatorio di convalida del fermo, il 24 febbraio, il poliziotto ha provato poi a riproporre la linea della legittima difesa ma non ha potuto negare la messinscena. E si è detto rammaricato. “Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia”. Queste le parole di Cinturrino che poi per bocca del suo legale ammette le sue colpe e le sue responsabilità. Si dice pentito, ha confessato i suoi errori  e ha affermato di non aver mai fatto cose illegali. Infatti ha negato di aver chiesto il pizzo agli spacciatori. Una versione, ahimè, smentita dai colleghi che erano con lui quella sera e che al momento sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. Davanti al Gip, l’agente  ha continuato a sostenere che non voleva uccidere e che tutto è accaduto perché temeva che il giovane pusher fosse armato anche lui. E dopo aver visto che Mansouri si era abbassato e poi rialzato la paura ha preso il sopravvento e ha premuto il grilletto. Sono ore complicate per il giudizio e le conseguenze che l’assistente capo dovrà assumersi,  ora si attende la decisione del Gip sulla richiesta di convalidare il fermo e applicare la misura del carcere a suo carico.

 

 

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