La crisi in Medio Oriente è sempre più forte dopo l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran e la successiva reazione di Teheran. Il governo Meloni ha riferito alla Camera dei deputati sulla situazione nel Golfo e sulle richieste di aiuto arrivate da alcuni Paesi dell’area con i ministri della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
In questo contesto il governo italiano ha dovuto affrontare due fronti: da una parte la gestione della sicurezza nazionale e delle basi militari USA presenti sul territorio, dall’altra la posizione diplomatica dell’Italia. Proprio su questi punti si sono concentrate le comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto e del ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il dibattito parlamentare.
Crisi Iran, Crosetto: “Difesa aerea al massimo livello”
Nel suo intervento alla Camera il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che il governo ha deciso di rafforzare immediatamente le misure di sicurezza nazionale alla luce degli sviluppi militari nella regione.
“Alla luce di quanto accaduto in Turchia e Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al livello massimo il sistema di protezione della rete di difesa aerea e antibalistica nazionale”, ha detto il ministro, precisando che la decisione è stata presa “in coordinamento con gli Alleati e con la Nato”.
Secondo Crosetto il rischio principale è legato all’imprevedibilità della risposta iraniana: “Quando dico che di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto, tutto può essere aspettato”, ha affermato.
Il ministro ha inoltre sottolineato che l’escalation attuale nasce da una crisi esplosa improvvisamente sulla scena internazionale: “Questa guerra si è aperta all’insaputa del mondo ed è al di fuori delle regole del diritto internazionale”, ha detto, spiegando che “nessun governo al mondo, nemmeno la più alta catena di comando americana, sapeva della partenza degli aerei”.
Crosetto ha evidenziato anche la portata della risposta iraniana, giudicata più ampia del previsto da chi ha condotto gli attacchi iniziali: “La novità è la reazione dell’Iran ed è grave che abbia un impatto che non era stato preventivato da chi ha fatto questo attacco”, ha spiegato.
Secondo il ministro, i bersagli scelti indicano una strategia più ampia rispetto a un semplice confronto con Israele: “Gli attacchi principali non sono stati contro Israele ma hanno cercato immediatamente di colpire un’area molto più vasta”, ha detto, aggiungendo che la logica sarebbe quella di “creare una crisi energetica e un impatto sull’economia mondiale”.
Per il governo italiano, ha ribadito Crosetto, la priorità è ora gestire le conseguenze del conflitto: “Non c’è nessun governo europeo o di altra parte del mondo che possa fermare l’attacco che Stati Uniti e Israele stanno portando avanti. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che non abbiamo cercato, non abbiamo voluto e non abbiamo condiviso”.
Il ministro ha inoltre sottolineato che l’Italia mantiene ancora canali di dialogo con Teheran, che potrebbero risultare utili nella gestione diplomatica della crisi: “Siamo forse uno dei Paesi che ha ancora dei canali aperti con l’Iran”, ha affermato, ricordando che la soluzione delle crisi internazionali passa spesso “attraverso capacità di dialogo che magari non finiscono sui giornali”.
Tajani: “Meloni in aula quando riterrà opportuno”. Comunicazioni 11 marzo
Nel corso del dibattito alla Camera è stato sollevato anche il tema di un possibile intervento diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento sulla crisi internazionale. Sul punto il vicepremier ha spiegato che la linea del governo è già stata espressa nelle comunicazioni dei ministri. “Per quanto riguarda il presidente del Consiglio non credo che direbbe cose diverse da quelle che abbiamo detto il ministro Crosetto ed io, né l’altro giorno né oggi”, ha dichiarato. Il titolare della Farnesina ha comunque lasciato aperta la possibilità di una informativa della premier: “Se riterrà opportuno venire prima del dibattito previsto sarà una sua decisione, in base allo sviluppo della situazione”, ha aggiunto. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha parlato poi in Transatlantico svelando che la premier ha anticipato di una settimana, all’11 marzo, le comunicazioni previste per il Consiglio Europeo.
Nella replica alla Camera Tajani ha ribadito la linea diplomatica del governo, sottolineando la necessità di evitare un ulteriore allargamento del conflitto: “Credo che si debba continuare a lavorare per impedire che la situazione degeneri e che ci sia un allargamento del conflitto in aree differenti dal Medio Oriente”, ha detto il titolare della Farnesina, aggiungendo che l’obiettivo deve essere “arrivare alla conclusione del conflitto nei tempi più rapidi possibili”.
Tajani ha anche chiarito la posizione italiana rispetto al coinvolgimento militare degli alleati: “L’Italia, a differenza di quanto fatto oggi dalla Francia, non ha concesso l’uso delle sue basi militari in Medio Oriente per azioni di guerra da parte degli Stati Uniti contro l’Iran”, ha dichiarato, respingendo le accuse di un coinvolgimento diretto. “Non mi pare che l’Italia sia in prima linea come Paese guerrafondaio, anzi”.
Il ministro ha poi affrontato anche le possibili conseguenze economiche del conflitto, in particolare sull’energia: “Vigileremo perché l’aumento dei prezzi della benzina oggi non ha alcun senso”, ha detto, spiegando che gli effetti della crisi energetica potrebbero manifestarsi solo nei prossimi mesi e che il governo controllerà eventuali speculazioni.
Durante il dibattito Tajani ha replicato anche alle critiche dell’opposizione, difendendo l’operato del governo: “Non mi devo vergognare di nulla, forse qualcun altro deve vergognarsi di quello che ha fatto in passato”, ha affermato, ricordando che “se dobbiamo dire chi non ha rispettato il Parlamento quando ha mandato gli aerei italiani a bombardare nei Balcani è stato Massimo D’Alema”. Il ministro ha infine rivendicato la posizione autonoma dell’Italia nei rapporti internazionali: “Noi non siamo mai andati in ginocchio da nessuno”, ha detto, respingendo le accuse di subordinazione ad alleati come gli Stati Uniti.
Camera approva risoluzione maggioranza
La Camera dei deputati ha approvato la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del governo relative alla situazione in Iran e nel Golfo con 179 voti favorevoli, 100 contrari e 14 astenuti. Il testo conferma innanzitutto il rispetto del quadro giuridico previsto dagli accordi internazionali per l’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio italiano e concesse alle forze statunitensi, limitandone l’impiego alle attività già previste, come addestramento e supporto tecnico-logistico. La risoluzione chiede poi all’esecutivo di rafforzare rapidamente le capacità di difesa delle missioni italiane nei teatri operativi del Medio Oriente, attraverso il dispiegamento o il riposizionamento di sistemi di difesa aerea, antimissile e di sorveglianza per proteggere i cittadini italiani, sostenere i Paesi partner e tutelare le infrastrutture strategiche nell’area, anche alla luce dei possibili effetti della crisi sulla sicurezza energetica. Infine, il governo viene impegnato a contribuire con assetti nazionali allo sforzo dell’Unione europea per difendere, se richiesto, eventuali Stati membri colpiti da attacchi missilistici o con droni di origine iraniana.



