Una scia di sangue di dimensioni incredibili, notizie che giungono come un fulmine sui circuiti internazionali dall’asse mediorientale. In Bahrein i raid iraniani colpiscono due hotel e un edificio residenziale. Altrettanti nuovi raid israeliani hanno martoriato il Libano, a Beirut sono quasi mezzo milione gli evacuati, una cifra senza precedenti. Forti boati da stamane nel centro di Tel Aviv e altrettanto a Dubai. L’Unicef stima che ci sono 180 bambini uccisi nell’escalation militare. Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze Usa siano responsabili dell’attacco alla scuola femminile iraniana in cui sono morte 150 bambine sabato scorso ma non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini: a rivelarlo un’esclusiva di Reuters. Chiuso definitivamente ai traffici commerciali lo stretto di Hormuz. Il Ministro dell’energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. A rivelarlo il Financial Times. Di contro secondo fonti dei servizi segreti Hezbollah sta cercando di attaccare Israele dalla Siria, parallelamente ad attacchi dal territorio libanese. La notizia è riportata anche da media israeliani che citano anche fonti di intelligence arabe. Il ministero degli esteri italiano nel mentre visto la gravità della situazione e l’escalation dovuta alla guerra tra Iran e Israele invita tutti io connazionali presenti nella regione del Medio Oriente a registrarsi sull’App Viaggiare Sicuri o sul sito della Farnesina per ricevere ogni aggiornamento sugli sviluppi nella regione e sulle modalità di assistenza in loco. Consolati blindati, misure di antiterrorismo ai massimi storici, un clima che davvero nell’anno domini 2026 era inimmaginabile. Sono circa 8900 secondo le ultime stime dell’Unità di Crisi della Farnesina i turisti italiani nei Paesi del Golfo colpiti. Il Ministero rinnova a chiare lettere che solo quelli registrati sui siti ufficiali sono in condizione di ricevere le comunicazioni dell’Unità di Crisi, delle ambasciate o dei consolati di riferimento.
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