Taglio del nastro ad Amatrice per la prima Giornata internazionale dell’Amatriciana, appuntamento destinato a ripetersi ogni 6 marzo e dedicato al piatto simbolo della tradizione locale, riconosciuto nel 2020 dall’Unione Europea come “Specialità Tradizionale Garantita”. L’iniziativa, che parte dalla città reatina e coinvolge comunità e ristoratori in tutto il mondo, rappresenta uno dei momenti centrali del percorso di valorizzazione culturale ed economica del territorio. La giornata inaugurale si è svolta nella sala polifunzionale del Polo del gusto e delle tradizioni, nell’ambito di una manifestazione promossa dall’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice con il patrocinio del Comune di Amatrice, della Regione Lazio, della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e dell’Università di Roma Tre. Presenti le istituzioni con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco Giorgio Cortellesi, l’assessore regionale alla cultura Simona Renata Baldassarre e il presidente dell’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice Giovanni Apa, insieme ai rappresentanti dell’Aram e alle autorità civili e militari del territorio.
Giornata dell’amatriciana le interviste a Rocca, Castelli, Cortellesi e Baldassarre
A guidare le presenze istituzionali è stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che a Lo Speciale ha richiamato il legame tra autenticità dei luoghi e tradizioni gastronomiche: “É buonissima l’amatriciana mangiata sul posto, anche oggi in questa giornata speciale. Mangiarla nel luogo di produzione e di origine é un’esperienza eccellente”.
Il presidente ha poi riflettuto sul valore simbolico del piatto e sul rapporto con la rinascita del territorio: “L’amatriciana è un fattore di identità, che richiama le radici così profonde dei cittadini, degli abitanti di questi luoghi. È la parte più visibile e anche apprezzabile di un insieme di tradizioni, di capacità di lavorare i prodotti tipici della zona e questa è una delle cose davvero che sono partite da qua. Ha fatto innamorare il mondo, non soltanto noi cittadini del Lazio, ma in tutto il mondo”.
“Penso che ricostruzione e ristorazione vadano di pari passo – ha aggiunto Rocca sul valore della giornata – nel senso che la ristorazione di Amatrice ha sempre rappresentato uno dei fattori fondamentali, che comunque diventano attrattivi insieme alle bellezze di questi luoghi, ai cammini da riscoprire. Queste giornate servono a far riscoprire la bellezza di questi luoghi, che devono andare oltre la tragedia che è stata vissuta, ma quando si parla di ricostruzione si deve parlare non soltanto di quella materiale, ma anche del riappropriarsi della bellezza di queste tradizioni, delle meraviglie che circondano posti come Amatrice”.
Tra i presenti anche il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha sottolineato: “Innanzitutto una risorsa intramontabile, inesauribile come l’amatriciana può essere l’alimento giusto per alimentare fiducia in un processo di ricostruzione che ha avuto tanti problemi iniziali ma che finalmente volge al meglio. La nostra cucina è patrimonio UNESCO a livello mondiale, quindi Amatrice è un pezzo d’Italia e questo piatto rappresenta anche quell’italianità che consente non solo di guardare al futuro con estrema fiducia, ma anche di poter dire che partendo dall’identità si costruisce il futuro”.
Il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi, ha espresso la sua soddisfazione per questa giornata: “Una grande occasione per valorizzare Amatrice, la sua storia, le sue eccellenze amate nel mondo e nello stesso tempo un volano concreto per far ripartire la nostra economia. Senza economia non c’è ripartenza vera e per questo ringrazio Giovanni Apa, presidente di Aram e i suoi collaboratori, per essersi spesi e aver lavorato alacremente per raggiungere questi risultati”.
A rimarcare il valore culturale, sociale ed economico dell’iniziativa è stata anche l’assessore alla Cultura della Regione Lazio, Simona Renata Baldassarre: “La cucina è salute, è cultura, è economia, è società. Convivialità, famiglia, radici. E nel caso dell’Amatriciana è il simbolo di una grande eccellenza italiana, del made in Italy, vanto in tutto il mondo. E’ la sintesi perfetta tra saperi e sapori che resistono e vanno oltre il tempo per guardare al futuro. Organizzare un evento come La Giornata internazionale dedicata proprio a lei, con tutte le iniziative previste che si terranno ad Amatrice, vuol dire non solo un importante segnale dato a una comunità che ha sofferto come noto col tragico sisma del 2016, ma anche e soprattutto contribuire alla ripartenza socio-economica di un territorio”.
Le testimonianze dei ristoratori
Il presidente dell’Aram, Giovanni Apa ai microfoni de Lo Speciale ha sottolineato proprio il valore della giornata per i ristoratori: “Una giornata fortemente voluta da tutta la comunità che ha voluto dimostrare, ancora una volta la sua voglia di rimettersi in gioco e di andare avanti. Oggi è la prima edizione di una manifestazione che sarà organizzata ogni 6 marzo e vuole essere soprattutto un messaggio di positività. Ad Amatrice oltre che a mangiare bene e a gustare il vero sapore dell’Amatriciana che qui, come il caffè a Napoli, ha un gusto unico, si possono fare delle bellissime esperienze turistiche a contatto con una natura ancora incontaminata”.
Le iniziative proseguiranno per tutto il fine settimana tra degustazioni dell’Amatriciana “doc”, visite guidate, laboratori ed escursioni, mentre nel resto del mondo la giornata verrà rilanciata sui social con gli hashtag dedicati alla manifestazione.



