Caro Energia: “Accise mobili 4 anni fa non diedero risultati, chiediamo di cambiare ETS” | VIDEO

giovedì, 12 Marzo 2026
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Il governo rivendica i risultati ottenuti sul fronte dell’inflazione e guarda con attenzione alle possibili ricadute economiche delle tensioni internazionali, in particolare sui prezzi dell’energia e dei carburanti. A margine del question time al Senato, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha parlato con i cronisti tra cui Lo Speciale affrontando sia il tema del caro carburante sia il dossier dell’ex Ilva.

Il titolare del Mimit ha ricordato le misure adottate dal governo guidato da Giorgia Meloni per contenere la crescita dei prezzi, sostenendo che l’Italia negli ultimi anni ha mantenuto un livello di inflazione inferiore alla media europea. Allo stesso tempo ha spiegato che eventuali nuovi interventi saranno valutati solo quando sarà più chiaro l’impatto economico del contesto geopolitico. Sul tavolo resta anche la partita dell’ex Ilva di Taranto, con le trattative in corso per il futuro dello stabilimento e il confronto con i sindacati che dovrebbe riprendere entro la fine del mese.

Caro Energia, le parole del ministro Urso

Secondo Urso, l’azione del governo ha permesso di invertire la tendenza sui prezzi già nel 2023, grazie a una serie di interventi mirati sulla filiera dei carburanti e su quella alimentare. Il ministro ha ricordato in particolare il decreto trasparenza sui prezzi e l’iniziativa del cosiddetto “carrello tricolore”, sostenendo che queste misure hanno contribuito a mantenere l’inflazione italiana al di sotto della media europea: “L’inflazione negli anni di Giorgia Meloni, dopo l’anno in cui intervenimmo in maniera decisiva il 2023, prima col decreto trasparenza nel gennaio dell’anno che cambiò paradigma passando a un sistema di monitoraggio preventivo e di controllo sulla filiera di distribuzione del carburante ma anche sulla filiera alimentare. Anno che si concluse poi con il cosiddetto carello tricolore, tre mesi straordinari insieme alla grande distribuzione che ci hanno consentito di portare l’inflazione sotto la media europea, infatti nel 2024 1,1 e nel 2025 1,5 l’inflazione in Italia è sempre stata piuttosto contenuta e sempre strutturalmente sotto quella della media europea”.

“Così è stato anche nel gennaio e nel febbraio di quest’anno, se dovesse esserci un impatto inflattivo dello 0,5% comunque saremo in ogni caso sotto la media europea e comunque siamo pronti a intervenire, come detto in quest’aula, appena avremo maggiore precontezza sulla durata – ha sottolineato Urso tornando sul conflitto in Iran – l’estensione del conflitto e quindi sulle conseguenze economiche in modo da agire in maniera mirata ed efficace, a differenza di quello che si fece quattro anni fa, quando con il taglio dell’accise che costò alle casse dello Stato un miliardo al mese, intollerabile, non si frenò nemmeno la spirale dell’inflazione che in poco tempo giunse infatti al 12,8% e non diedero i frutti sperati”.

Urso ha spiegato che oggi non è possibile tracciare subito una strategia: “Ecco perché è necessario prima essere pienamente consapevoli del fenomeno che si può innescare e poi intervenire in maniera responsabile, determinata, mirata quindi efficace. L’Italia oggi è il paese che è in condizione di raggiungere un ampio livello di consensi in Europa per il prossimo Consiglio europeo, nella prossima settimana, in cui ci aspettiamo misure significative, concrete, immediate ed efficaci, come anche quella di rivedere in maniera sostanziale il meccanismo degli ETS, proprio perché siamo in una fase emergenziale. Molte delle soluzioni, lo sappiamo bene, stanno nell’Europa e oggi l’Italia finalmente ha il ruolo, il peso, la leadership per raggiungere risultati concreti.”

Due offerte su Ex Ilva

Il ministro ha poi affrontato anche il dossier dell’ex Ilva, uno dei principali nodi industriali aperti per il governo. Urso ha confermato che il confronto con i sindacati riprenderà entro la fine di marzo, con l’obiettivo di aggiornare i rappresentanti dei lavoratori sulle iniziative adottate per la sicurezza degli impianti e sul negoziato in corso per il futuro dello stabilimento: “Posso solo confermarvi che l’intesa con gli altri ministri competenti, abbiamo già detto ai sindacati che li riconvocheremo entro la fine di marzo per dar conto di quello che abbiamo messo in campo per garantire maggiore sicurezza ai lavoratori, per dar conto di quello che abbiamo messo in campo per completare la manutenzione, il ripristino e il rilancio produttivo degli impianti e certamente anche per dar conto del negoziato che nelle mani dei commissari, che in questo momento hanno davanti due diverse competitive proposte.”

Urso ha poi aggiunto che il governo è pronto a utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per tutelare gli asset strategici nazionali, richiamando anche la possibilità di ricorrere al meccanismo del Golden Power nel caso in cui fosse necessario garantire l’interesse nazionale nel processo di rilancio del gruppo siderurgico.

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