Difesa del referendum sulla giustizia, attacco alle toghe critiche e una presa di posizione sulle sanzioni alla Russia e sulla Biennale di Venezia. Dal gazebo della Lega per il sì al referendum a Ponte Milvio il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini interviene su più fronti, dalla campagna referendaria alla politica internazionale ribadendo ancora una volta il forte apprezzamento per la linea del presidente americano Trump. Nel frattempo parla anche l’altro vice premier Antonio Tajani che risponde a pochi minuti di distanza al collega ribadendo con forza le sanzioni a Mosca. Le loro parole raccolte da Lo Speciale.
Salvini su referendum ed apertura alla Russia
Il leader della Lega difende la riforma della giustizia e invita a votare sì al referendum. “Votare sì significa una scelta di libertà e quindi togliere le correnti, lo strapotere della politica e dei partiti che inquinano i tribunali”, afferma, sostenendo che negli anni non sono mancati casi di cittadini “ingiustamente indagati, addirittura arrestati e messi in galera e poi rilasciati con una vita rovinata”, senza che “nessuno paghi le conseguenze”.
Salvini respinge anche l’idea di una rimonta del fronte del no e invita ad abbassare i toni della polemica: “Io vedo tanta gente che silenziosamente, laboriosamente andrà a votare sì, anche a sinistra, anche fra i giudici, anche fra i magistrati, fra i pm, fra gli avvocati. Bisogna parlare del merito, quindi sbagliano quelli che la buttano in rissa”, dice, commentando anche le polemiche seguite alle dichiarazioni della capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi.
Il vicepremier attacca poi le parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri nel dibattito sul referendum: “Secondo me è molto più grave che qualche procuratore della Repubblica insista a dire che per il sì voteranno i mafiosi. Sapere che qualcuno che oggi, non fra sei mesi, oggi, decide della libertà, della vita e della morte di un italiano pensa che i milioni di italiani che voteranno sì, che saranno maggioranza, siano dei mafiosi, è gravissimo”. Salvini critica anche i toni del confronto pubblico: “Non so se voi da giornalisti siete contenti che qualcuno dica ‘faremo i conti dopo il referendum’. Questi sono toni che in un Paese libero non mi aspetto”.
Nel corso dell’incontro con i cronisti il leader della Lega affronta anche il tema dell’aumento dei carburanti, annunciando iniziative contro possibili speculazioni: “Ho convocato le principali compagnie petrolifere in prefettura a Milano perché non sopporto gli speculatori. Non è giustificabile l’aumento di 50 centesimi al litro del diesel”. Se necessario, aggiunge, il governo potrebbe intervenire anche sugli extra profitti: “Se qualcuno fa il furbo può pagare sugli extra profitti che stanno facendo in questi giorni: abbiamo tassato le banche, possiamo tranquillamente tassare i petrolieri”.
Sul piano internazionale Salvini prende posizione anche sulle sanzioni energetiche alla Russia. Citando la scelta degli Stati Uniti guidati da Donald Trump, il vicepremier parla di una decisione “pragmatica” che dovrebbe essere presa in considerazione anche in Europa. “Qua c’è la principale potenza dell’alleanza libera occidentale e la guida della Nato, ovvero sia gli Stati Uniti, che hanno allentato le sanzioni nei confronti del petrolio che arriva dalla Russia. Hanno fatto una scelta pragmatica e io ritengo che l’Italia e l’Europa debbano prendere in considerazione la stessa scelta pragmatica”, dice.
“Trump ha allentato le sanzioni, secondo me ha fatto bene. Gli Stati Uniti stanno straguadagnando, la Russia sta straguadagnando, la Cina il petrolio lo sta avendo uguale dall’Iran: chi ne sta pagando le conseguenze? Noi”, aggiunge il ministro, sostenendo che a pagare il prezzo delle sanzioni siano soprattutto i Paesi europei.
Infine, Salvini interviene anche sulla polemica legata alla partecipazione russa alla Biennale di Venezia, prendendo le distanze dalla posizione del ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Secondo me sbaglia, perché la Biennale è un ente straordinario e autonomo. Lo sport, l’arte, la cultura, la musica, il teatro, il cinema avvicinano. Almeno su quello non dovrebbe esserci un conflitto”.
Tajani risponde a Salvini
“Le sanzioni alla Russia vanno assolutamente mantenute, l’Italia è stata tra i paesi promotori per spingere Mosca a un cessate il fuoco”. Lo ha detto, negli stessi minuti in cui Salvini parlava a Ponte Milvio, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine di un evento per il referendum alla stazione Tiburtina di Roma.
“Speriamo che i colloqui vadano nella giusta direzione anche se è molto difficile – ha aggiunto – noi non siamo in guerra con la Russia, i nostri militari agiscono per proteggere, è una scelta politica ben precisa però continueremo a fare in modo che l’Ucraina sieda al tavolo non in condizioni di difficoltà, ma mi pare che ora sia la Federazione russa che non riesce a conquistare una parte importante dell’Ucraina e con decine di migliaia di morti. Questo dovrebbe far riflettere anche il Cremlino che al di là della propaganda sta andando malissimo”. Una spaccatura sempre più netta dunque nella maggioranza sulla questione Russia.



